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10 Jun 2010

Ironman 70.3 Switzerland

L' IRONMAN

Altro bel risultato. Sono contento del quinto posto, non potevo chiedere di più visto lo stato di forma non ancora eccellente. Vista la starting list pensavo d arrivare attorno all’ottava nona posizione ma poi le cose sono andate meglio. Oltre le sole tre settimane di allenamento ho solamente gareggiato. Dopo l’Xterra di Tarzo non ho più corso a piedi fino a S.polten, poi , ancora , non ho più corso fino al 70.3 Svizzera, motivo in più per essere soddisfatto del risultato ottenuto.

La gara: molto bene il nuoto, meglio dell’Austria , complice forse anche l’orario di partenza un po’ più umano.. le 9. Acqua dichiarata al briefing 14.9°. Esco con il gruppo di Camerun Brown, Jimmy Jonson, Schildknecht. Purtroppo nel togliermi la muta mi si sfila il chip dalla caviglia e i secondi persi nel rimetterlo risulteranno fatali per non perdere la ruota dello Svizzero. Parto a tutta e riprendo il gruppetto uscito con me dall’acqua ma purtroppo Schildknecht ha già inserito la sesta marcia venti secondi avanti a me e ciao. Sono quelle motociclette che se gli lasci pochi secondi non li rivedi più e così è stato. Continuo con il mio passo piuttosto spedito, stacco il gruppetto sulla prima salita e me ne vado da solo. Nell’ultima discesa del primo giro riprendo Hecht. Anche lui lo conosco come uno che pesta forte sui pedali e decido di stare con lui fino alla T2 anche se il ritmo era inferiore del mio. Avevo spinto abbastanza e avevo degli acenni di crampi perciò ho preferito risparmiare un pò di energie per la corsa che è attualmente il mio punto debole.

Partiamo a piedi e subito stacco i due compagni di viaggio della frazone ciclistica, dopo circa 1km riprendo anche Zeebroek e pian pianino apro un margine su di lui. Per l’occasione ho messo anche il Polar in gara e mi sono accorto di essere praticamente sempre in soglia. Facevo fatica a far calare i battiti nonostante il ritmo non fosse eccelso. Anche il caldo ha aiutato molto l’innalzarsi dei battiti. Arrivato al quinto chilometro mi sono detto: ” cavolo, ne mancano ancora sedici”. Ho sofferto molto nell’ultima frazione complice anche il primo gran caldo oltre i 30°. Ho cercato di gestirla al meglio bevendo moltissimo ad ogni ristoro almeno 3 bicchieri d’acqua e nonostante questo ogni tanto mi partivano i morsi dei crampi. Quando poi mi si è presentata la scalinata di 65 radini…. praticamente una scalata in verticale, un calvario podistico. Il primo giro sono anche riuscito a farla corricchiando, il secondo , invece, l’ho fatta camminando spingendoni sulle ginocchia come nelle scalate di montagna. Il bello che l’hanno anche denominata ” scalitata per il paradiso”…. a me è sembrato più un inferno. Finita la seconda scalata, finalmente solo un paio di km e poi l’arrivo, stanco ma felice. Il primo pensiero è stato quello di immergere le gambe nell’acqua fredda del lago… un gradevolissimo sollievo.

Penso di aver tirato fuori un altro coniglio dal cilindro in questo periodo confermandomi sempre tra i primi con una certa continuità. Ora c’è solo da lavorare duro nella corsa. Un sentito grazie poi a tutti quelli che mi sostengono alle gare. Per me è un grosso stimolo a dare sempre il meglio. Mi fà un enorme piacere avere così tanti tifosi e spero sempre di regalarvi delle belle soddisfazioni.

A breve un annuncio del mio imminente programma.

This entry was posted on Thursday, June 10th, 2010 at 12:18 am and is filed under L' IRONMAN. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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