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05 Jul 2010

Ironman Klagenfurt gara tabu’

L' IRONMAN

Con questa gara non ho proprio feeling. Due anni fà quando stavo rientrando sul gruppo dei primi si ruppe la ruota lenticolare, quest’anno dopo soli 100 metri si è rotto la levetta del cambio sulle protesi. Ho persino pensato ad un sabotaggio. Era già un mese che la usavo praticamente ogni giorno senza aver nessun problema, anche la sera prima l’avevo controllata e ricontrollata, viterie comprese. Il cambio, quando l’ho consegnata, funzionava come un’orologio Svizzero. Appena salito in bici ho sentito subito che qualche cosa non andava bene nel cambiare e dopo pochi secondi è saltato giù subito costringendomi a fare tutta, e dico tutta, la bici tenendo il manettino con le dita, senza MAI alzarmi dalla sella neanche in salita , anzi, ho dovuto affrontare tutti i 1600 metri di dislivello non solo sempre seduto ma anche sempre con le braccia sulle protesi in posizione da triathlon pechè appena mollavo il manettino per far riposare la mano, la catena crollava all’instante sul dodici. Mi è crollato il mondo addosso, volevo ritirarmi subito ed andarmene a casa, poi ho pensato di tentare di andare avanti e così ho fatto. Avevo nuotato bene uscendo con gente che di solito mi rifilava dei bei secondi. Riprendo subito un gruppetto. Percorro una decina di km tentando di sistemare alla buona il manettino mentre pedalavo, ma niente. Decido allora di fermarmi. lo smonto completamente cercando di capire il guasto, tento di reincastrare tutto nel modo giusto ma non ne vuole sapere. Lo riavvito e, dopo circa un paio di minuti persi, riparto ancora più infuriato. Riprendo nuovamente il gruppetto iniziale. Dopo 30km ci riprende l’Austriaco Weiss che era il mio punto di riferimento per la frazione bike. Sono sicuro che sarei riuscito a tenerlo per tutta la frazione come avevo fatto quest’anno a St.Polten ma purtroppo sulla salita si alza sui pedali e se ne và. Io con tutta la buona volontà da seduto con le braccia sulle protesi  tenendo il manettino sui rapporti più agili non ho potuto far niente. Preso da un enorme giramento di scatole (diciamo così) mi rifermo e lo rismonto , ma niente. lo rimonto e riparto. Tantissime volte non ce la facevo più a tenere il manettivo e preferivo fare chilometri e chilometri col 53×12. Non ho mai fatto tanto potenziamento così in vita mia. Il secondo giro è stato atroce per la schiena e i tendini specialmente sull’ultima salita di 2,5 chilometri con pendenze al 13%. Nonostante tutto sono riuscito a finire la bici in 4h36′ penso con un’impresa titanica.

Decido di partire a piedi per vedere come ero messo dopo essermi devastato e sovraccaricato le gambe in quel modo. Parto relativamente tranquillo attorno 4′05″ al km. Tengo questo passo per diversi chilometri ma i dolori alle gambe e alla schiena si fanno sentire molto presto. Recupero posizioni e attorno il 15°km sono sesto. Proseguo fino la mezza con già la testa ormai rassegnata, mio malgrado, ad abbandonare la gara perché i dolori articolari e tendinei provocati dalla frazione bike erano troppi. Decido però di arrivare almeno al 30° km per fare la distanza che andrò a fare fra un mese al campionato mondiale in Germania. Li arrivo e incomincio a camminare. Avevo un buon vantaggio sul settimo tanto che è riuscito a superarmi solo al 31°km.

Le sensazioni durante la settimana erano molto buone, le gambe giravano bene. Quando sento la gara sotto la pelle in questo modo difficilmente sbaglio. Avevo le stesse sensazioni anche prima dell’Alpe d’Huez e il 70.3 Austria. Anche se con poco tempo a disposizione avevo preparato la gara bene. Sono stra convinto che potevo arrivare secondo con un tempo molto vicino alle 8h10′. Però ,solito discorso, con i se e con i ma…

La cosa difficilmente digeribile che ti mette l’amaro in bocca e ti lascia una profonda delusione in queste cose è che non dipende da tè, da un tuo errore nella preparazione o da un problema fisico, ma da un problema esterno, inaspettato che ti mette le briglie quando vorresti andare come un cavallo da corsa. Se la regola del “non c’è due senza tre” esiste, mi sà che questa gara non la farò mai più.