Arrivo Martedì nel primo pomeriggio ,con la macchina vado sù verso la vetta dell’Alpe a ritirare il pacco gara,la salita si impenna subito, sempre oltre il 10/12%, centinaia di scritte sull’asfalto ad incitare i grandi del ciclismo ma anche i forti triathleti francesi, da brividi. 21 tornanti ciclisticamente storici ,a ricordarlo per ognuno c’è un cartello dedicato ad un grande campione del ciclismo che ha messo il suo sigillo in vetta all’Alpe, continuo a salire ed al tornante n.2 ai 1669m di quota c’è quello del mio capitano Pantani vincitore nel 1997, non posso non fermarmi ad onorarlo guardando malinconico il suo nome posto giustamente in alto dove merita, lui rè delle montagne.
Ritiro il pacco gara ,guardo la starting list appesa , i nomi sono notevoli,scendo per provare il nuoto nel bacino artificiale ma quando arrivo giù capisco che c’è qualcosa di strano perché non c’è nessuno che nuota. Chiedo lumi a dei volontari che stanno montando la T1 e mi dice che nel lago si può nuotare solo il giorno della gara previo uno speciale permesso della società elettrica che gestisce il bacino. Risalgo in macchina e vado farmi una quarantina di chilometri in bici e provare i primi chiometri dell’Alpe.
Sveglia 6.30, colazione, arrivo in zona cambio alle 8 ,finisco di preparare il tutto e poi in acqua per la partenza alle 9.30. Si parte, l’acqua piuttosto fredda ma accettabile sui 16/17°prendo un buon ritmo , nuoto abbastanza bene ed esco a 2’40” dalla testa. In bici si affrontano subito i primi strappetti, recupero subito gente. Dopo 25 km incomincia la prima salita dura, dopo 1km mi riprende Passuello, lo tengo a tiro per 4/5 km ma mantiene un ritmo troppo forte per arrivare bene sotto l’Alpe, lo lascio andare e resto con Bringer. Finisce la prima salita di 15km tutti attorno al 8/10% discesa tecnica poi prendiamo la seconda di 25km molto più pedalabile e veloce, solo gli ultimi 4km sono impegnativi ,la temperatura è già ben oltre i 30°. Arrivati in cima abbiamo 4’ da Passuello e il francese campione del mondo Loy,tra noi e loro ci sono Cunnama e Loisel. Altra discesa tecnica poi si arriva in valle, 3 km pianura e finalmente l’Alpe d’Huez.La prendo subito forte ormai qui non ci si risparmia più. Nei primi 3km di salita dura riprendo Loisel e Passuello, a metà salita passo anche Cunnama. Adesso il distacco da Loy è di 2’ e da quì alla cima viaggeremo di pari passo. Mancano 2 km alla vetta e si entra in paese, riconoso quegli edifici che ho sempre visto in tv durante il Tour e preso da visioni mistiche da sforzo mi immagino tutta quella gente assiepata sulla carreggiata che si apriva al passaggio dei campioni del ciclismo come Pantani,Armstrong, riconosco il punto dove uno spettatore buttò a terra Guerini per fargli una foto, il mio ritmo però è decisamente inferiore del loro.Arrivo in T2 in seconda posizione ,cerco di infilarmi i calzini lottando un po’ con i morsi dei crampi. Il percorso a piedi è particolarmente inpegnativo fra salite ,discese e pietraie ma molto bello .Parto di buon passo recupero subito e al termine del primo dei tre giri da 7,3km ho già ripreso Loy e la testa della corsa, apro subito un buon gap. A metà del secondo giro mi partono i crampi su tutte le gambe, mi fermo e mi siedo sui talloni per allunagre i muscoli, mi rialzo e riparto con qualche dificolà. Da qui all’arrivo è una gestione, la dispersione dei liquidi è stata enorme nonostante la notevole idratazione, poi anche l’altitudine nella corsa a piedi si è fatta sentire.Terzo giro,finalmente ultima discesa asfaltata e mi godo l’arrivo affollato di gente,corridoio stretto con tappeto blu tanto che riesco dare il cinque contemporaneamente alla gente sia a destra che a sinistra dietro le transenne, prendo il nastro dell’arrivo e lo alzo al cielo…emozionante. Un’altra chicca,e che chicca, nel palmares.
Una gara tosta ma bellissima su di una salita mitica per atleti forti ,organizzata veramente bene con ristori frequentissimi. La giornata particolarmente calda ha fatto sì che tutti avessimo i body bianchi di sali minerali e di conseguenza problemi con i crampi.
Anch’io nel mio piccolo ho conquistato l’Alpe d’Huez, potevo farlo quando ero ciclista, ne avevo le caretteristiche e la qualità per farlo ma il destino ha voluto che lo facessi nel triathlon.
Una gara sicuramente da fare almeno una volta nella vita per svariati motivi , per il paesaggio ,l’organizzazione, per la miticità che aleggia in questi posti che vi assicuro si sente…eccome se si sente!!
Massimo