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29 Aug 2009

70.3 TIMBERMAN

triathlon

Arriviamo io, Alberto, Stefano e Fabio a New York il Martedì pomeriggio, ci viene a prendere con un mega caravan il nostro sponsor e amico Bonelli. Quel mezzo sarà la nostra casa per una settimana, sembrava una navicella spaziale…con tre pulsanti si allargava e diventava quasi un appartamento.

In serata andiamo a fare una corsetta in riva all’Hudson per sgolfare un po’ il lungo viaggio.Il giorno seguente andiamo a fare un giro in centro e poi a nuotare nella piscina pubblica all’interno del Central Park devastato da un fortissimo vento la serata precedente. La sera partiamo direzione nord verso Boston.  A circa un’ora dalla zona gara ci fermiamo a dormire ormai è notte fonda. L’indomani arriviamo nel campeggio dove accamperemo.

Qualche allenamento di rifinitura, visita dell’intero percorso bici (in macchina)e poi….gara.

Nuoto bene, solo Potts risulta di un altro pianeta, esco dalla zona cambio assieme alla Wellington, poco più avanti c’è Leght, a circa 20”. Recupero atleti su atleti ma non riesco a guadagnare un solo secondo su Leght, riesco a riprenderlo solo attorno al 65° km, resto con lui per 2/3km e poi su uno degli innumerevoli strappetti lo stacco e me ne vado via forte da solo , passo via altri atleti, gli ultimi due Casadei a 4km dalla T2 e Lovato a meno di 2km. Scendo terzo , transizione veloce e poi via subito di buona lena, recupero minuti su minuti ad Anderson, mentre Potts continua imperterrito col suo ritmo incessante. Anche il percorso a piedi è estremamente muscolare, un continuo sali e scendi. Alla fine del primo dei due giri ho recuperato 6 dei 7’30 che avevo dal momentaneo leader dopo la bici Anderson. Sto per riprenderlo attorno al tredicesimo km quando mi riprende Alberto e con lui resto a fino a 3 km dalla fine poi incomincio a calare complice il poco allenamento di qualità a piedi e il nervo sciatico che martella, rallento e mi godo l’arrivo. Vince strameritatamente Potts con il nuovo record della gara poi Alberto ed io a completare uno storico podio per i colori Italiani.

Atro bellissimo risultato ed ora punto a far molto bene anche al 70.3 Monaco , una delle mie gare in assoluto preferite che conosco a menadito visto che ci parteciperò per la quinta volta.

29 Aug 2009

LD EUROPEAN CHAMPIONSHIP PRAGA

triathlon

Partenza alquanto stravagante dalla Malpensa a oltre 300 km da casa invece che da Venezia a 5’ di macchina. Arriviamo a Praga, il gruppo è bene assortito e molto divertente. I giorni precedenti la gara si fanno le prove generali dei percorsi, il nuoto nel fiume Moldava, acqua marrone tanto da non vedere neanche il gomito e una forte corrente,la temperatura invece è buona. Prova bici sul percorso dimostratosi più duro del previsto: sei giri da 20 km di cui 4 in salita dal 3 al 6%.

Giorno della gara, parto in progressione fino a trovare il ritmo giusto per affrontare i 4km. Il lato controcorrente risulta infinito mentre quello a favore vola via in un attimo. Esco dall’acqua a 6’30” dalla coppia di testa Bockel, e il super favorito Henning, fra me e loro parecchi altri atleti, ma questo non mi preoccupa, sono abituato a fare le gare in rimonta e qui ho 120 km a disposizione per farlo. Ad uno ad uno li recupero, guadagno minuti su tutti tanto da entrare in T2 a soli 2’30” dalla testa e a pochissimi secondi dal bronzo. La situazione che si crea all’inizio dell’ultima frazione mi porta a spingere un po’ troppo nei primi dieci km, un passo sul  3’30” a km. Attorno al dodicesimo km riprendo la coppia per il secondo posto e a solo 1’30 dal leader Henning, resto poche centinaia di metri con loro e decido di attaccare, guadagno subito secondi e assesto il mio vantaggio sulla trentina di secondi su Bockel. Per quasi 18 km corro in seconda posizione, il terzo e ultimo passaggio in zona arrivo mi risulta fatale. L’ultimo km si percorre sulla pista dell’ippodromo, terreno pesante, sabbioso, le gambe ormai sono quelle che sono, stringo i denti, Bockel mi tallona, all’ultimo km avevo ancora una quindicina di secondi. Ultimo strappetto per uscire dalla sabbia a 150m dalla fine , mi areno e Bockel mi passa…peccato, ci voleva asfalto per salvarmi, la sabbia è risultata fatale. Quel ritmo troppo allegro nei primi 10km l’ho pagato nel finale. Resta comunque una bella soddisfazione aver conquistato un bellissimo bronzo assoluto e un altrettanto bellissimo argento a squadre con gli altri compagni di avventura Annovazzi e Simoncini. Peccato poi per le noie occorse a Pedraza e Quintavalle..

Una trasferta trionfale grazie anche all’argento di Edith nelle donne.

Tralasciando l’organizzazione pietosa della gara in tutto, ringrazio tutti i componenti della trasferta soprattutto Andrea Gabba e Federico Girasole bravi nella logistica, nella coordinazione e nelle informazioni sia prima e durante la gara. Peccato poi che la notizia, a parte in internet nei siti di triathlon, non si sia letta da nessuna altra parte, tre medaglie non mi sembrano poca cosa.

01 Aug 2009

Resoconto LD triathlon Alpe d’Huez

triathlon

Arrivo Martedì nel primo pomeriggio ,con la macchina vado sù verso la vetta dell’Alpe a ritirare il pacco gara,la salita si impenna subito, sempre oltre il 10/12%, centinaia di scritte sull’asfalto ad incitare i grandi del ciclismo ma anche i forti triathleti francesi, da brividi. 21 tornanti ciclisticamente storici ,a ricordarlo per ognuno c’è un cartello dedicato ad un grande campione del ciclismo che ha messo il suo sigillo in vetta all’Alpe, continuo a salire ed al tornante n.2 ai 1669m di quota c’è quello del mio capitano Pantani vincitore nel 1997, non posso non fermarmi ad onorarlo guardando malinconico il suo nome posto giustamente in alto dove merita, lui rè delle montagne.

Ritiro il pacco gara ,guardo la starting list appesa , i nomi sono notevoli,scendo per provare il nuoto nel bacino artificiale ma quando arrivo giù capisco che c’è qualcosa di strano perché non c’è nessuno che nuota. Chiedo lumi a dei volontari che stanno montando la T1 e mi dice che nel lago si può nuotare solo il giorno della gara previo uno speciale permesso della società elettrica che gestisce il bacino. Risalgo in macchina e vado farmi una quarantina di chilometri  in bici e provare i primi chiometri dell’Alpe.

Sveglia 6.30, colazione, arrivo in zona cambio alle 8 ,finisco di preparare il tutto e poi in acqua per la partenza alle 9.30. Si parte, l’acqua piuttosto fredda ma accettabile sui 16/17°prendo un buon ritmo , nuoto abbastanza bene ed esco  a 2’40” dalla testa. In bici si affrontano subito i primi strappetti, recupero subito gente. Dopo 25 km incomincia la prima salita dura, dopo 1km mi riprende Passuello, lo tengo a tiro per 4/5 km ma mantiene un ritmo troppo forte per arrivare bene sotto l’Alpe, lo lascio andare e resto con Bringer. Finisce la prima salita di 15km tutti attorno al 8/10% discesa tecnica poi prendiamo la seconda di 25km molto più pedalabile e veloce, solo gli ultimi 4km sono impegnativi ,la temperatura è già ben oltre i 30°. Arrivati in cima abbiamo 4’ da Passuello e il francese campione del mondo  Loy,tra noi e loro ci sono Cunnama e Loisel.  Altra discesa tecnica poi si arriva in valle, 3 km pianura e finalmente l’Alpe d’Huez.La prendo subito forte ormai qui non ci si risparmia più. Nei primi 3km di salita dura riprendo Loisel  e Passuello, a metà  salita passo anche Cunnama. Adesso il distacco da Loy è di 2’ e da quì alla cima viaggeremo di pari passo. Mancano 2 km alla vetta e si entra in paese, riconoso quegli edifici che ho sempre visto in tv durante il Tour e preso da visioni mistiche da sforzo mi immagino tutta quella gente assiepata  sulla carreggiata che si apriva al passaggio dei campioni del ciclismo come Pantani,Armstrong, riconosco il punto dove uno spettatore buttò a terra Guerini per fargli una foto, il mio ritmo però è decisamente inferiore del loro.Arrivo in T2 in seconda posizione ,cerco di infilarmi i calzini lottando un po’ con i morsi dei crampi. Il percorso a piedi  è particolarmente inpegnativo fra salite ,discese e pietraie ma molto bello .Parto di buon passo recupero subito e al termine del primo dei tre giri da 7,3km ho già ripreso Loy e la testa della corsa, apro subito un buon gap. A metà del secondo giro mi partono i crampi su tutte le gambe, mi fermo e mi siedo sui talloni per allunagre i muscoli, mi rialzo e riparto con qualche dificolà. Da qui all’arrivo è una gestione, la dispersione dei liquidi è stata enorme nonostante la notevole idratazione, poi anche l’altitudine nella corsa a piedi si è fatta sentire.Terzo giro,finalmente ultima discesa asfaltata e mi godo l’arrivo affollato di gente,corridoio stretto con tappeto blu tanto che riesco dare il cinque contemporaneamente alla gente sia a destra che a sinistra dietro le transenne, prendo il nastro dell’arrivo e lo alzo al cielo…emozionante. Un’altra chicca,e che chicca, nel palmares.

Una gara tosta ma bellissima su di una salita mitica per atleti forti  ,organizzata veramente bene con ristori frequentissimi. La giornata particolarmente calda ha fatto sì che tutti avessimo i body bianchi di sali minerali e di conseguenza problemi con i crampi.

Anch’io nel mio piccolo ho conquistato l’Alpe d’Huez, potevo farlo quando ero ciclista, ne avevo le caretteristiche e la qualità per farlo ma il destino ha voluto che lo facessi nel triathlon.                                

Una gara sicuramente da fare almeno una volta nella vita per svariati motivi , per il paesaggio ,l’organizzazione, per la miticità che aleggia in questi posti che vi assicuro si sente…eccome se si sente!!

Massimo