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14 Jul 2009

Verso l’Alpe

Trainings

Eccomi di ritorno da un raduno di triathleti a casa del mio compagni di club Degasperi a Predazzo. Dieci giorni di duro lavoro assieme ad altri 6 compagni di fatiche in un luogo fresco a 1000 metri sul livello del mare. Mattinate alternate da uscite di corsa ad uscite in bici mentre si nuotava sempre la sera prima di cena.Un ottimo posto per allenarsi bene..piscina, pista d’atletica, palestra, qualsiasi tipo di percorso podistico dallo sterrato alla pista ciclabile, ondulato o pianeggiante lontano dalle macchine e dal caos cittadino, non parliamo poi dei percorsi ciclistici…c’era l’imbarazzo della scelta. Anche se il posto non era particolarmnte elevato ma l’altituduìine un pò si sentiva, specia nei lavori a piedi. Ho cercato di lavorare bene in bici simulando il ritmo da tenere sui colli del triathlon dell’Alpe d’huez  percorrendo le salite mitiche del giro d’Italia come il passo S.Pellegrino, il Valles,il Mangnen,il Lavazè,Pampeago,il Costalunga,il Rolle…non tutti in un giorno solo però. Il tempo è stato sempre buono di giorno tranne la mattina che ho deciso di scalare il Manghen…ha incominciato a piovere a metà della salita lunga 16km ma ho deciso di continuare , l’intensità non dava fastidio, poi invece negli ultimi 4 km veniva giù veramente forte ma non volevo tornare indietro senza aver conquistato la vetta nonostante il freddo si facesse già sentire durante l’ascesa e pensavo:”pensa poi in discesa”. Queste montagna l’ho scalata più volte quando ero ciclista ma sempre dall’altro lato anche in una tappa di 210km del giro d’Italia del 1999 con 5 passi.Una tappa che decise la classifica finale del giro (4to di tappa e 5to in classifica a solo poco più di 1′ dal vincitore finale, quell’anno la classifica fù veramente corta). Torniamo ai giorni presenti: arrivato ai 2047m della cima penso che non ci fossero più di 3 gradi visto che ai lati c’era ancora della neve nelle zone d’ombra. Incomincio la discesa sotto questo diluvio d’acqua e fulmini ,zigzagando tra le mucche che pacifiche camminavano lungo la strada e i loro ricordi. Vado giù piano tremante con le mani congelate tanto da non riuscire a cambiare rapporto…mi sembrava di essere ritornato ai vecchi tempi da ciclista a quante intemperie il mio corpo ha subito in tanti anni vestito solo di pochi panni e tanta passione. Finalmente arrivo giù, ultimi 15 km in agilità per cercare di scaldarmi ma la temperatura giusta la ritroverò la sera dopo una infinita doccia bollente e una tuta felpata. Fa parte del gioco e l’indomani si rincomincia.

Il gruppo era forte,ben assortito,stimolante e soprattutto divertente tanto da rendere meno faticosi i duri lavori. Adesso continuerò a lavorare ancora dieci giorni quì a casa mia specie su lunghe salite in bici e  qualche lungo a piedi. Quì però le salite non le ho a 1km da casa ma come al solito caricherò la bici in macchina e mi dirigerò verso nord di una trentina di km per poi incominciare a pedalare a ridosso delle montagne.

Un ringraziamento particolare a Federica e Alessandro Degasperi per la splendida ospitalità.