Ironman Arizona, un’altra dura lezione che mi servirà di esperienza per non sbagliare più nel prossimo ,quello di Lake Placid il 20 Luglio.
Le condizioni erano ideali con 35°C, cosa che in tanti soffrono.La testa era estremamente convinta di ottenere un grosso risultato,la condizione fisica buona .La bicicletta nuova estremamente performante e bellissima esteticamente,un piacere salirci sopra.
Ho nuotato bene nonostante il ragazzo che tirava il mio gruppetto abbia sbagliato completamente traiettoria facendoci fare un centinaio di metri in più, me ne sono accorto solamente quando ci ha rincorso un ragazzo in canoa per farci bruscamente deviare e ritornare nella direzione corretta.
Uscito dall’acqua sono riuscito a fare un cambio estremamente veloce riuscendo a guadagnare secondi preziosi sulla testa della corsa.
Salito in bici sono partito subito deciso ,stimolato anche dal fatto che il Portoghese Marques (tra i più forti maratoneti del circuito)era uscito dopo di mè dall’acqua, volevo avvantaggiarmi su di lui.
In soli 30km controvento su questo lungo falsopiano a salire avevo già recuperato 3’ sul Belga Beke(il favorito della vigilia). C’era un vento pazzesco a tratti non si vedeva da quanta sabbia era stata alzata e in più occasioni sono stato impegnato a schivare i famosi cespugli rotolanti del deserto che sfrecciavano sulla carreggiata, a tratti si faceva fatica a stare in equilibrio sulla bici. Al 60km ero già praticamente 4to a pochissimo dal 1mo.
Mi sono accorto di aver esagerato quando al km 60 avevo 42.5 kmh di media, non mi sembrava di andare troppo forte ma il vento è stato determinante per la mia cotta,ormai la frittata era stata fatta!
Ho retto abbastanza bene fino al 120km e poi al km130 sono letteralmente imploso,non andavo più avanti , mi bruciavano le gambe da morire, sono riuscito a prendere quasi 15’in soli 60km.
Sono arrivavo veramente vicinissimo al ritiro pensando che dovevo fare ancora 50km con quel vento e poi la maratona in quelle condizioni ma poi ho voluto finirla per una serie di motivi: un po’per punirmi per l’errore fatto, poi per fare esperienza,per imparare meglio cos’è un ironman, per conoscere le reazioni del mio fisico in situazioni estremamente difficili come quella di Domenica e anche perchè è contro il mio modo di essere e di affrontare le cose.
Sceso dalla bici ho solo cercato di completare la gara in modo onorevole senza arrecare maggiori danni visto che avevo crampi ovunque dovuti a quella partenza in bici scellerata e anche perché la maratona era ¾ su cemento,il ché non era il massimo per le mie gambe mal messe.
Il grosso rammarico era vedere che i primi che stavano veramente soffrendo per il caldo mentre io ero a mio agio ma non potevo reagire ,anzi. A piedi ero estremamente lucido e ho avuto oltre 3h di tempo per pensare alla str….ta che avevo fatto in bici.
Comunque è stato molto bello tagliare l’arrivo dando il 5 al pubblico assiepato sulle tribune che stà ore ed ore sotto il sole tifando e incitando tutti dal primo ,che arriva nel primo pomeriggio, fino all’ultimo che termina la sua impresa a notte fonda gridando il famoso “good job”.

Resta il rammarico di aver gettato “al vento” una GRANDE, GRANDE occasione.
La prima volta ho sbagliato a piedi partendo in maniera un pò troppo esuberante, la seconda allo stesso modo in bici, ora è tempo di fare 1+1 e non sbagliare più!
Massimo