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05 Sep 2010

Half challenge Walchsee

L' IRONMAN

Un’altro ottimo risultato venuto dopo due belle vittorie in territorio Austriaco. Sono arrivato sì secondo ma mi sento moralmente vincitore sapendo le voci di doping che circolano attorno all’Austriaco Weiss e avendolo poi provato in prima persona oggi; poi vi spiegherò nel racconto. Questo piazzamento è di assoluto prestigio, una gara di seria A con una gran starting list. E’ un periodo che mi stò allenando bene, sono venuto in Austria ad allenarmi un paio di settimane per fare un pò di gamba in salita, cosa che quì non manca di certo anzi, c’è il problema opposto… è difficile trovare pianura. L’unica cosa che continua a tormentarmi enormemete è la tallonite e l’infiammazine del tendine d’Achille. Ma ormai manca talmente poco alle hawaii che non posso più fermarmi. Ci penserò dopo le ultime gare in Dicembre

Venendo alla gara… Acqua piuttosto fredda, sotto i 15°. Parto forte e mi metto subito in scia di De Gasperi ma arriva uno di lato e mi viene addosso violentemente facendomi smettere di nuotare, riprendo e mi metto sui suoi piedi, questo poi fa anche il buco, lo supero e tiro io il gruppo per oltre un km e mezzo sempre a una decina di secondi da De Gasperi. Esco dall’acqua, l’aria è ancora a sette gradi. Preventivamente avevo messo una maglietta da ciclista dentro al sacco della bike ma le mani erano talmente ghiacciate che non sono riuscito ad allacciare la zip della maglietta. Ho tentato per circa una trentina di secondi ma senza successo alchè ho deciso di togliermela e partire solo con la divisa da gara bagnata. La bici l’ho fatto veramente forte, I primi km si menava di brutto con un altro ex professionista che faceva l’andatura. Si viaggiava sempre sopra i 45kmh su di un falsopiano in salita. Ad un tratto, attorno al ventesimo chilometro, sento un missile passarmi a fianco a circa 55kmh… l’austriaco Weiss. Subito ho detto a voce alta… ssìiiii vabbè. Ho tentato di reagire andando fuori giri ma invece di avvicinarmi, perdevo terreno a vista d’occhio. Mi sono girato guardando il tedesco Ghoner che avevo dietro che ha allarga una mano come per dire… “cosa ci vuoi fare?.. è di un altro pianeta.” Decido di mettermi sul mio passo, piuttosto spedito, e nonostante stessi spingendo a fondo mi stava rifilando minuti su minuti. A metà del secondo giro riesco a staccare anche Ghoner e in prossimità della T2 mi avvicino molto al ragazzo in seconda posizione (ex ciclista anche lui) che aveva tentato di tenere Weiss praticamente suicidandosi. Fattostà che scendo con circa otto minuti da Weiss, che tra l’altro era anche caduto andando a finire contro un muro perchè non si era accorto di andare talmente forte tanto da non essere stato in grado di fare una curva in maniera corretta (sua diretta testimonianza durante le premiazioni). Fattostà che ha dato una marea di minuti a tutti facendo 44 kmh di media con 900 metri di dislivello. Io più di così non potevo andare, ho spinto a fondo sempre. Entrato in T2 prendo il sacchetto della RUN ed entro nella tenda per cambiarsi ma non riesco ad infilare nemmeno i calzini da quanto i piedi erano ancora ghiacciati nonostante avessi messo i puntali in neoprene sulle scarpe. Avevo perso completamente sensibilità tanto da non riuscire a muovere le dita. Lottando un pò riesco ad infilarmi le scarpe e partire. Dopo un km passo il secondo e mi metto su un buon passo costante e deciso. Attorno al quinto chilometro sento che incominciano anche a risvagliarsi i piedi e dopo circa una decina di chilometri riprendono vita completamente. Recupero molto sull’Austriaco, oltre cinque minuti finendogli a 2′20″ e facendo registrare anche il miglior parziale. Sono contento di come ho corso, finalmente riesco a correre di nuovo su buoni livelli dopo tanti infortuni e dopo aver spinto anche molto forte in bici. Erano 21.6 km corsi in 1h16′e poco ad un passo di 3′32″ su di un percorso molto impegnativo fra salite, discese e sterrato. Finisce così, taglio l’arrivo e mi viene messo in mano una boccale enorme di birra, sponsor della manifestazione e ne bevo un sorso. Vi lascio immaginare i commenti post gara della gente sulla prestazione di Weiss. Quello che mi conforta è che nonostante tutto gli sono arrivato molto vicino, solo a poco più di un paio di minuti.

Domani si ritorna a casa per continuare, in un clima decisamente più mite, la preparazione Kona. Ancora tre senttimane intense di lavoro e poi il 28 si parte…

22 Aug 2010

Olimpico Mondsee - Austria

L' IRONMAN

Ci stò prendendo gusto, l’Austria mi porta bene. Dopo la vittoria nel mezzo ironman di Obertrum ho preso la decisione di venirmi ad allenare in Austria e precisamente ad Fuschl am See vicino a Salisburgo. Questo paese è una perla in riva al lago Fuschl. I Percorsi di allenamenti e il paesaggio sono splendidi. Penso che sia il posto ideale per preparare le Hawaii. Qui c’è anche un grande centro sportivo con dentro tutto il necessario per il training indoor con piscina, palestra, centro di fisioterapia, e molto altro. Volevo venire qui a metà di questa settimana ma poi ho notato che qui vicino c’era un triathlon olimpico, una classica con 450 partenti più le staffette, così ho deciso di anticipare di qualche giorno la trasferta. La gara è andata molto bene. Il mio nuoto ha raggiunto dei buoni livelli cosicchè non prendo più svariati minuti e rientrio in gara piuttosto velocemente. Il mio obbiettivo era quello sì di vincere ma , sopratutto di fare un lavoro di alta qualità. Era il primo olimpico che facevo quest’anno (a parte l’xterra di Tarzo). Il nuoto era su due giri, la bici costeggiava tutto il lago e poi si faceva un altro giro più piccolo e impegnativo. La corsa a piedi su quattro giri, andata e ritorno in centro al paese pieno di gente. Partito a tutta in bici mi sono ritrovato già al comando prima del decimo chilometro. I primi 25 erano praticamente piatti, leggermente ondulati, gli ultimi 15 presentavano qualche asperità, strappi di 400/500m. In bici ho fatto i 44kmh di media facendo segnare il record del percorso bike. Sceso in T2 con oltre 2′ di vantaggio sono partito deciso anche a piedi incrementando ancor di più il margine fino a sfiorare i 4′ sul secondo classificato all’arrivo, abbassando il record della gara di tre minuti che era detenuto da Andreas Raelert fatto due anni fà. Mille ringraziamenti da parte dell’organizzazione per la mia partecipazione alla loro gara, poi foto, interviste che qui non mancano mai.  Adesso a testa bassa con gli allenamenti in preparazione. Rimmarrò qui fino a Venerdì 3 Settembre poi mi dirigerò a Walchsee per disputare la Half Challenge di Quelle il 5 Settembre per poi ritornare a casa il 6.

10 Aug 2010

Trumer Triathlon half ironman… che spettacolo!

L' IRONMAN

E’ sì, è stato proprio uno spettacolo sia per la prestazione che ho offerto, sia per l’organizzazione della gara. Una gara che vi invito tutti a mettere nel vostro calendario il prossimo anno. Nel 2011 verrà anticipata all’ultimo weekend di Giugno. Un posto splendido molto vicino a Salisburgo dove ci si può fare anche una visita turistica che vi assicuro… merita!

I percorsi: nuoto su due giri con uscita dall’acqua, bici: 3 giri da 30 km esatti attorno al lago con circa 280m di dislivello a giro senza grandi pendenze. Salite a gradini, io non ho mai usato il 39. Corsa: 5 giri con un’andata e ritorno il leggera salita e poi di conseguente discesa e giro in centro paese (strapieno di gente). 21.1 km esatti. La precisione dei percorsi è stato un pallino dell’organizzazione… magari fosse sempre così.

Arrivo il venerdì sera. Sabato volevo fare un giretto in bici e una nuotata per testare l’acqua ma la giornata era alquanto inclemente: pioggia battente e 12 gradi. Vado in paese dove in mattinata c’è il triathlon kids e nel pomeriggio lo sprint. Ne approfitto per farmi un giro del percorso bici con la macchina per capire quello che andrò ad affrontare la mattina dopo. Torno in hotel, poi alle 18.45 torno in zona arrivo dove c’è l’assegnazione dei pettorali in un modo veramente particolare. Noi elite iscritti veniamo chiamati uno alla volta sul palco tenendo un bambino per mano e, dopo una breve intervista, il bambino stesso sceglie a caso una delle dieci borse di fronte dove si trova celato all’interno il pettorale con cui l’atleta stesso gareggerà il giorno dopo. Una forma molto simile a quella della coppa del mondo di sci. Una volta consegnata la borsa da parte del bambino, l’atleta estrae il pettorale , lo mostra e poi lo indossa. Di fronte a noi una platea di gente, telecamere e fotografi incredibile. Finito tutto ciò riprendo la macchina e vado a rifarmi un’altro giro del percorso in macchina per memorizzare bene salite, discese e curve varie.

Domenica mattina, sveglia alle 5.30, apro la tenda…. cielo limpido! la prima bellissima notizia anche se la temperatura è abbastanza rigida attorno gli 11°. Colazione, finisco di preparare il necessario gara e poi via in zona cambio. Ore 8.30 partenza,temperatura dell’aria ora è attorno i 19° poi si alzerà fino ai 24°. Nuoto bene riesco a tenere il primo gruppo fino alla fine. L’acqua è perfetta sui 19°. Dopo una corsa di circa 400m su tappeti entriamo in T1 e poi via in bici. L’Austriaco Niederreiter è velocissimo e scappa via partendo subito forte. Io stacco tutti gli altri e mi metto al suo inseguimento riprendendolo dopo circa una decina di chilometri. Facciamo i primi due giri assieme tenendoci a circa una ventina di metri l’uno dall’altro mentre il vantaggio alle nostre spalle si amplia. All’inizio del terzo e ultimo giro, ai piedi della salita, apro il gas e me ne vado via da solo per gli ultimi 30 km. Scendo con circa 2′30″ di vantaggio. Esco dalla T2 e imposto subito un passo deciso che mantengo piuttosto bene fino alla fine dei 5 giri previsti aumentando moltissimo il vantaggio. Ottimi i ristori, frequentissimi sia in bici sia a piedi: acqua, sali, coca cola, red bull, gel, banane, barrette energetiche, di tutto e di più. Ultimo km, prima di entrare in paese, mi preparo sistemando il numero, spostando gli occhiale sulla testa e adesso… rettilineo finale. Svolta a destra e quello che mi si presenta davanti è da pelle d’oca assoluta. File e file gente assiepate sulle transenne, grida applausi , musica a palla, striscioni, bandiere, una dozzina di ragazze che agitano il pon pon ai lati pochi metri prima dell’arco d’arrivo, le grida dello speaker Peter Mayer. Rallento, mi godo tutto il corridoio dando il 5 a tutti, cammino tra le ragazze e i pon pon, abbraccio l’amico Peter poi prendo il nastro d’arrivo e lo alzo al cielo… stupendo! Di fronte a me uno schieramento di fotografi e telecamere meglio che in un ironman. Mi giro verso il pubblico e lo ringrazio di cuore. La passione della gente Austriaca è qualche cosa di speciale. Dopo l’intervista di rito, attendo il secondo e il terzo per le foto del podio. Ore 14 la prima premiazione: la flowers ceremony vestiti ancora da gara, e anche qui….. Vengono chiamate sul palco le prime tre donne. Un’autorità consegna i fiori alla vincitrice Dollinger e, subito dopo, viene suonato l’inno Austriaco e subito penso dentro di me: vuoi mica vedere che adesso mi suonano l’inno di Mameli? Veniamo chiamati anche noi… prima il Tedesco Bonauer, poi l’Austriaco Niederreiter e alla fine anch’io con un boato assordante. Mi consegnano i fiori e, dopo pochi secondi, parte l’inno Italiano per la “mia” prima volta assoluta…. qualche cosa di incredibile. Far suonare il proprio inno nazionale per un atleta penso che sia il massimo, una cosa che ti riempie di orgoglio. Peccato che Domenica ,a sentirlo, eravamo veramente pochi Italiani presenti alla gara. Sceso dal palco,vado in zona cambio, prendo tutte le mie cose e vado in hotel a fare una doccia e prepararmi per la premiazione ufficiale alle 17 per tutte le categorie. Torno ancora in zona arrivo e incominciano le premiazioni. Mi viene consegnato un bellissimo trofeo, scendo dal palco e ancora interviste con le tv e decine e decine di autografi e richieste di fotografie… la parte più bella. Sapere che così tanta gente mi stima e mi vuole bene mi dà un’energia incredibile , uno stimolo a dare sempre il meglio. Dopodiché inviti a destra e a manca a festeggiare e a bere birra… mamma quanta!

Questa vittoria ci voleva per il morale, purtroppo venivo da da una debacle al mondiale in Germania dove volevo fare bene ma purtroppo ho avuto grossi problemi allo stomaco. Probabilmente la causa è stata la cena del giorno prima con del pesce cotto male. In partenza avevo ancora la colazione che mi girava ma non avevo nessun digestivo per poter rimediare un pò al problema. Sceso dalla bici poi mi si è gonfiata subito la pancia. Avevo freddo con 24°, io che vado in bici in maniche corte anche con 14°.Ho tentato di correre ma dopo il quarto stop con anche giramenti di testa ho deciso, mio malgrado, di abbandonare la gara al 19mo chilometro. Un vero peccato, ma archiviamo e pensiamo al futuro.

In testa il 9 Ottobre!

05 Jul 2010

Ironman Klagenfurt gara tabu’

L' IRONMAN

Con questa gara non ho proprio feeling. Due anni fà quando stavo rientrando sul gruppo dei primi si ruppe la ruota lenticolare, quest’anno dopo soli 100 metri si è rotto la levetta del cambio sulle protesi. Ho persino pensato ad un sabotaggio. Era già un mese che la usavo praticamente ogni giorno senza aver nessun problema, anche la sera prima l’avevo controllata e ricontrollata, viterie comprese. Il cambio, quando l’ho consegnata, funzionava come un’orologio Svizzero. Appena salito in bici ho sentito subito che qualche cosa non andava bene nel cambiare e dopo pochi secondi è saltato giù subito costringendomi a fare tutta, e dico tutta, la bici tenendo il manettino con le dita, senza MAI alzarmi dalla sella neanche in salita , anzi, ho dovuto affrontare tutti i 1600 metri di dislivello non solo sempre seduto ma anche sempre con le braccia sulle protesi in posizione da triathlon pechè appena mollavo il manettino per far riposare la mano, la catena crollava all’instante sul dodici. Mi è crollato il mondo addosso, volevo ritirarmi subito ed andarmene a casa, poi ho pensato di tentare di andare avanti e così ho fatto. Avevo nuotato bene uscendo con gente che di solito mi rifilava dei bei secondi. Riprendo subito un gruppetto. Percorro una decina di km tentando di sistemare alla buona il manettino mentre pedalavo, ma niente. Decido allora di fermarmi. lo smonto completamente cercando di capire il guasto, tento di reincastrare tutto nel modo giusto ma non ne vuole sapere. Lo riavvito e, dopo circa un paio di minuti persi, riparto ancora più infuriato. Riprendo nuovamente il gruppetto iniziale. Dopo 30km ci riprende l’Austriaco Weiss che era il mio punto di riferimento per la frazione bike. Sono sicuro che sarei riuscito a tenerlo per tutta la frazione come avevo fatto quest’anno a St.Polten ma purtroppo sulla salita si alza sui pedali e se ne và. Io con tutta la buona volontà da seduto con le braccia sulle protesi  tenendo il manettino sui rapporti più agili non ho potuto far niente. Preso da un enorme giramento di scatole (diciamo così) mi rifermo e lo rismonto , ma niente. lo rimonto e riparto. Tantissime volte non ce la facevo più a tenere il manettivo e preferivo fare chilometri e chilometri col 53×12. Non ho mai fatto tanto potenziamento così in vita mia. Il secondo giro è stato atroce per la schiena e i tendini specialmente sull’ultima salita di 2,5 chilometri con pendenze al 13%. Nonostante tutto sono riuscito a finire la bici in 4h36′ penso con un’impresa titanica.

Decido di partire a piedi per vedere come ero messo dopo essermi devastato e sovraccaricato le gambe in quel modo. Parto relativamente tranquillo attorno 4′05″ al km. Tengo questo passo per diversi chilometri ma i dolori alle gambe e alla schiena si fanno sentire molto presto. Recupero posizioni e attorno il 15°km sono sesto. Proseguo fino la mezza con già la testa ormai rassegnata, mio malgrado, ad abbandonare la gara perché i dolori articolari e tendinei provocati dalla frazione bike erano troppi. Decido però di arrivare almeno al 30° km per fare la distanza che andrò a fare fra un mese al campionato mondiale in Germania. Li arrivo e incomincio a camminare. Avevo un buon vantaggio sul settimo tanto che è riuscito a superarmi solo al 31°km.

Le sensazioni durante la settimana erano molto buone, le gambe giravano bene. Quando sento la gara sotto la pelle in questo modo difficilmente sbaglio. Avevo le stesse sensazioni anche prima dell’Alpe d’Huez e il 70.3 Austria. Anche se con poco tempo a disposizione avevo preparato la gara bene. Sono stra convinto che potevo arrivare secondo con un tempo molto vicino alle 8h10′. Però ,solito discorso, con i se e con i ma…

La cosa difficilmente digeribile che ti mette l’amaro in bocca e ti lascia una profonda delusione in queste cose è che non dipende da tè, da un tuo errore nella preparazione o da un problema fisico, ma da un problema esterno, inaspettato che ti mette le briglie quando vorresti andare come un cavallo da corsa. Se la regola del “non c’è due senza tre” esiste, mi sà che questa gara non la farò mai più.

28 Jun 2010

Sprint Idro verso Klagenfurt

L' IRONMAN

Finalmente sono riuscito a vincere anche un triathlon sprint. Ci ero andato vicino molte volte con svariati secondi posti ma non ero mai riuscito a vincerlo perché troppo penalizzato dal nuoto. Nei miei piani stagionali inizialmente c’era il mezzo ironman ma due settimane fa’ ho preso la decisione di partecipare a Klagenfurt e per forza maggiore ho deciso di ridurre la distanza partecipando allo sprint. 7 giorni erano troppo pochi tra un mezzo iron del genere e un ironman completo, rischiavo di arrivare affaticato a Domenica prossima . Il nuoto è andato abbastanza bene anche se ho usato parecchia cautela nella partenza e nell’uscita del nuoto per via della “sassaia” che si presentava sotto i piedi infatti ho perso un pò di posizioni a causa del mio camminare tranquillo in entrata e uscita ma non volevo massacrarmi i piedi.. fra pochi giorni mi servono il più sani possibile. La frazione bike lo affrontata forte per far un alto valore qualitativo rimontando gli atleti per poi scollinare solitario in cima alla salita con circa una quarantina di secondi sull’altotesino Obrist. Giro di boa e poi discesa a capofitto fino alla zona cambio dove ho trovato però un pò di macchine in mezzo alla strada che mi hanno fatto perdere secondi preziosi. Parto a piedi per fare un bella corsa ma senza esagerare per scollarmi di dosso un pò i bassi ritmi dei lunghi a piedi. Volevo farla vicino alla soglia. Parto relativamente tranquillo pensando di avere un bel vantaggio ma dopo 500m decido di dare un’occhiata alle spalle per vedere la situazione. Cavolo, vedo Obrist a solo una decina di secondi e volente o nolente sono costretto a farla a tutta. Viaggiamo a pari passo fino al quarto chilometro ma poi il divario si ampia e arrivo solitario con una trentina di secondi. Dopo l’arrivo mi complimento con lui. Un bel avversario che mi ha fatto sudare la vittoria fino alla fine. Dopo la gare prendo la bici e , per curiosità, vado a misurare il percorso podistico che alla fine risulta di 5,36 km.

Adesso ho focalizzato l’attenzione su l’ironman Austria. Da quando ho preso la decisione di parteciparvici ,due sole settimane fà, ho cercato soprattutto di lavorare sul costruire una base di fondo resistente. Solo riuscito a fare quattro distanze a piedi. La più lunga di 2h. In bici anche ho fatto quattro distanze 160km, 190km, 170km, 160km. Adesso ne farò un’altra e poi scarico fino a Domenica. Sono convinto di poter fare una bella gara, poi vedremo. Certo che di solito un triathleta normale prepara una distanza del genere in due mesi, io ho provato a farlo in due settimane… sarà come tirar fuori non un coniglio ma un elefante dal cilindro ma sono fiducioso.

12 Jun 2010

Ironman Austria Klagenfurt

L' IRONMAN

Ci riprovo dopo il primo sfortunato tentativo di due anni fa’ quando ero a ridosso del primo gruppo inseguitore dietro a Vanhoenacker e ruppi la ruota lenticolare fermandomi arrivato in T2. Il distacco era ormai troppo e non aveva senso fare la maratona. Ho preso questa decisione solo un paio di giorni fa. Voglio provarci anche se non sono allenato a sufficienza. Ho solamente due settimane di carico e una di scarico. Normalmente questo genere di gare le prepari in un paio di mesi, io ci proverò in due settimane. Prenderò come punto di riferimento l’Austriaco Weiss con cui ho fatto coppia nella seconda frazione a St.Polten e anche il sud africano Cunnarma. In maratona cercherò di gestirmi un pò meglio della Florida anche perchè non ho la distanza nelle gambe. Sarà un altro test in vista delle Hawaii. Poi come andrà, andrà

10 Jun 2010

Ironman 70.3 Switzerland

L' IRONMAN

Altro bel risultato. Sono contento del quinto posto, non potevo chiedere di più visto lo stato di forma non ancora eccellente. Vista la starting list pensavo d arrivare attorno all’ottava nona posizione ma poi le cose sono andate meglio. Oltre le sole tre settimane di allenamento ho solamente gareggiato. Dopo l’Xterra di Tarzo non ho più corso a piedi fino a S.polten, poi , ancora , non ho più corso fino al 70.3 Svizzera, motivo in più per essere soddisfatto del risultato ottenuto.

La gara: molto bene il nuoto, meglio dell’Austria , complice forse anche l’orario di partenza un po’ più umano.. le 9. Acqua dichiarata al briefing 14.9°. Esco con il gruppo di Camerun Brown, Jimmy Jonson, Schildknecht. Purtroppo nel togliermi la muta mi si sfila il chip dalla caviglia e i secondi persi nel rimetterlo risulteranno fatali per non perdere la ruota dello Svizzero. Parto a tutta e riprendo il gruppetto uscito con me dall’acqua ma purtroppo Schildknecht ha già inserito la sesta marcia venti secondi avanti a me e ciao. Sono quelle motociclette che se gli lasci pochi secondi non li rivedi più e così è stato. Continuo con il mio passo piuttosto spedito, stacco il gruppetto sulla prima salita e me ne vado da solo. Nell’ultima discesa del primo giro riprendo Hecht. Anche lui lo conosco come uno che pesta forte sui pedali e decido di stare con lui fino alla T2 anche se il ritmo era inferiore del mio. Avevo spinto abbastanza e avevo degli acenni di crampi perciò ho preferito risparmiare un pò di energie per la corsa che è attualmente il mio punto debole.

Partiamo a piedi e subito stacco i due compagni di viaggio della frazone ciclistica, dopo circa 1km riprendo anche Zeebroek e pian pianino apro un margine su di lui. Per l’occasione ho messo anche il Polar in gara e mi sono accorto di essere praticamente sempre in soglia. Facevo fatica a far calare i battiti nonostante il ritmo non fosse eccelso. Anche il caldo ha aiutato molto l’innalzarsi dei battiti. Arrivato al quinto chilometro mi sono detto: ” cavolo, ne mancano ancora sedici”. Ho sofferto molto nell’ultima frazione complice anche il primo gran caldo oltre i 30°. Ho cercato di gestirla al meglio bevendo moltissimo ad ogni ristoro almeno 3 bicchieri d’acqua e nonostante questo ogni tanto mi partivano i morsi dei crampi. Quando poi mi si è presentata la scalinata di 65 radini…. praticamente una scalata in verticale, un calvario podistico. Il primo giro sono anche riuscito a farla corricchiando, il secondo , invece, l’ho fatta camminando spingendoni sulle ginocchia come nelle scalate di montagna. Il bello che l’hanno anche denominata ” scalitata per il paradiso”…. a me è sembrato più un inferno. Finita la seconda scalata, finalmente solo un paio di km e poi l’arrivo, stanco ma felice. Il primo pensiero è stato quello di immergere le gambe nell’acqua fredda del lago… un gradevolissimo sollievo.

Penso di aver tirato fuori un altro coniglio dal cilindro in questo periodo confermandomi sempre tra i primi con una certa continuità. Ora c’è solo da lavorare duro nella corsa. Un sentito grazie poi a tutti quelli che mi sostengono alle gare. Per me è un grosso stimolo a dare sempre il meglio. Mi fà un enorme piacere avere così tanti tifosi e spero sempre di regalarvi delle belle soddisfazioni.

A breve un annuncio del mio imminente programma.

01 Jun 2010

Ironman 70.3 Austria St.Polten

L' IRONMAN

Un’altra piazzamento nella top ten. Ieri non potevo chiedere di più viste le condizioni che ho partecipato alla gara. Purtroppo questa settimana ho sbagliato un allenamento in bici che ha compromesso un pò tutto l’avvicinamento al 70.3 sia in bici sia a piedi. Martedì ho fatto un allenamento molto muscolare in bici in salita che mi ha provocato un tale dolore alle gambe che non sono mai riuscito a correre a piedi per tutta la settimana. Ho fatto un tentativo Mercoledì ma mi sono dovuto fermare dopo pochi minuti e tornare indietro camminando. Già avevo solo tre settimane di allenamento nelle gambe in più ho dovuto saltare tutta la scorsa settimana.. la voglia di fare bene a volte mi fà commettere degli errori.

Quest’anno purtroppo, come ormai noto, ho avuto grossi problemi ad un tallone ed a un tendine d’Achille che mi ha tenuto completamente fermo per quasi quattro mesi fino a fine Aprile. Adesso le cose vanno meglio anche se ho ancora problemi ma tappo le orecchie e faccio finta di non sentire nulla.

Veniamo alla gara: Parto il Venerdì nel primo pomeriggio dopo un ultimo allenamento di nuoto. Nel viaggio di andata, nei pressi di Vienna, ho avuto anche un fuori programma…. un controllo stradale della polizia Austriaca. Stavo viaggiando nella corsia centrale quando ad un certo punto una normalissima Audi grigia è diventata un albero di natale di luci rosse e blu con una scritta luminosa in tedesco e un poliziotto, agitando la paletta, anch’essa tutta illuminata, mi fa accostare in un autogrill. Scendono dalla macchina e mi chiedono i documenti. Controllano la macchina e vedono all’interno bici, scarpe, ruote. Mi chiedono dove stessi andando con tutte attrezzature sportive. Gli spiego il motivo del mio viaggio. Gli dico che ero un triathleta professionista e che stavo andando a St.Polten per fare il 70.3. Come rafforzativo ruffianesco gli dico anche che l’avevo vinto nel 2008. Rimangono sorpresi e ammirati. Cambiano completamente atteggiamento e ci mettiamo a parlare di triathlon per più di venti minuti. E stata una scena abbastanza simpatica vedere come l’atteggiamento iniziale serio e impettito alla fine sia diventato così amichevole e rilassato. Prima di ripartire mi hanno pure stretto la mano come due fans facendomi i migliori auguri per la gara. Questo per far capire anche quanto sia sentito il triathlon in questi posti. Come se in Italia venisse fermato per un controllo un giocatore di seria A del calcio.  La mattina seguente, come al solito, prendo i pacco gara, faccio la prova nuoto del primo lago per testare la temperatura dell’acqua, le sensazioni e mollare un po’ le braccia. Subito dopo, anche, un’oretta di bici agile per tentare di scrollarsi di dosso quel dolore micidiale alle gambe che ero portato dietro per tutta la settimana dopo quel fatidico Martedì.

Partenza! Nuoto abbastanza bene, a poco più di 2′ da Macca. Il mio obiettivo era quello di uscire prima dall’acqua dall’Austriaco Weiss, vera e propria motocicletta in bici, per poi tenerlo per tutta la seconda frazione e scendere in T2 assieme. Una volta tanto volevo sfruttare il punto di riferimento di un’altro e non fare gara solitaria in rimonta. Pensavo di uscire con un minuto di vantaggio su di lui ma quest’anno ha fatto passi da gigante tanto da nuotare spalla a spalla dai primo all’ultimo metro. Corriamo in transizione assieme ma sono molto più veloce di lui nel partire in bici (circa 30″). Faccio i primi 20 km in autostrada molto forte, quasi sempre oltre i 50kmh sfrecciando accanto a quelli usciti prima di me. Si esce dall’autostrada, dò un’acchiata al computerino e segnava una media di quasi 49kmh. All’inizio della salita mi supera Weiss e inizia il mio progetto fino alla T2. Prendiamo e seminando i pochi atleti rimasti tra noi e la testa della gara. Nello scollinare la prima salita ho avuto anche un inconveniente tecnico con la bici… nel cambiare rapporto dal 39 al 53 mi cade la catena e, nel tentativo di rimeterla su pedalando senza fermarmi, và ad incastrarsi tra il 39 e il telaio. Mi passano i cinque sei atleti che ancora erano con noi. Subito mi piego sul telaio e la prendo con la mano da sotto la corona, la disincastro e la ripongo sul 39. Appena la tiro su sul 53 faccio un volata sugli ultimi strappetti prima della discesa tentando di recuperare i 20″ di distacco persi causa l’inconveniente. Ripasso a doppia velocità i sei atleti che, immagino, si saranno sentiti male vedendomi passare a quella velocità in salita. Mi tuffo nella discesa e riesco ad rientrare su Weiss verso le ultime curve prima di entrare nel tratto lungo il Danubio della parte centrale. Sarò solo io a riuscire a rientrare , gli altri invece no e scompaiono in pochi km alle nostre spalle. Poco dopo raccogliamo Raelert e Kuttor che si erano  staccati dal gruppo dei primi .L’unico a riuscire nell’impresa di sostenere il ritmo dell’Austriaco è stato Raelert che poi è finito sul terzo gradino del podio mentre Kuttor si stacca abbastanza precocemente . Nonostante il dolore atroce alle gambe riesco a tenerlo meglio in salita che nei tratti veloci. Praticamente sono riuscito a fare quello che mi ero prefissato ,solo che adesso servirebbero anche le gambe per correre ma purtroppo la somma dello scarsissimo allenamento a piedi e quel bastardo dolore alle gambe non mi fanno correre come vorrei. Faccio un T2 veloce ed esco primo fra noi tre mentre il gruppo dei primi è ancora a circa 1 minuto avanti. Parto abbastanza bene, attorno 3′30″/km ma a tre quarti della pista, dopo circa 500m, mi passono Raeler e Weiss ad una velocità tale che mi sembrava di essere fermo. Sicuramente erano attorno a 3′/km tanto da sparirmi da davanti in pochissimi km. Mi difendo come posso e porto le gambe all’arrivo anche perché dietro di me ormai c’era il vuoto. Più di così nella corsa non potevo fare. Sò che valgo svariati minuti in meno e lavorerò duro per limarli. Voglio tornare  a correre come sapevo fare prima della pubalgia e della tallonite, mi serve un pò di tempo. Le condizini della gara sono state molto differenti rispetto l’anno passato infatti c’era la quasi completa assenza di vento per oltre metà gara e una temperatura che al massimo ha toccato i 18 gradi favorendo le grandi prestazioni. Nel 2009 c’era vento e un gran caldo. Il tempo finale lo testimonia soprattutto nella frazione ciclistica.

La qualità dei partenti a questo genere di gare è salita in modo esponenziale in pochissimo tempo. Attualmente me la cavo abbastanza bene a nuoto e in bici ma sono convinto che se torno a correre come un tempo posso rendere la vita dura a molti per la vittoria.

19 May 2010

Half Challenge Barcelona-Maresme

L' IRONMAN

Eccomi di ritorno dalla prima gara vera dell’anno. Volevo partecipare ad un mezzo ironman prima di quello dell’Austria a cui tengo in particolar modo. Ho scelto quello di Barcellona perchè non avevo mai partecipato ad uno del circuito “Quelle” e non poteva esserci migliore occasione. Devo dire che anche l’organizzazione della gara è stata splendida nei miei confronti offrendomi hotel e trasporto da e per l’aeroporto a circa 50km di distanza. In generale la gara è organizzata molto bene sul livello dell’ironman, l’unica differenza che è che le premiazioni la sera non sono state accompagnate alla solita cena ma semplicemente con la consegna dei premi.

Percorso nuoto rettangolare, quello bici andata e ritorno su due giri lungo mare leggermente ondulato interamente chiuso al traffico e totalmente asfaltato di nuovo… un biliardo. Anche il percorso podistico su due giri, andata e ritorno sulla stessa strada , piatti , sul lungo mare.

Per quanto riguarda la mia gara sono soddisfatto del mio risultato. non potevo pretendere molto di più con due sole settimane di allenamento nella corsa dopo oltre tre mesi di stop e di cui solo tre allenamenti di qualità. Nonostante tutto sono riuscito a correre la mezza a passo 3′33”. Anche la bici è andata bene, ho spinto forte. In generale sono andati veramente forte diversi atleti in particolare Sudrie che ha vinto la gara in solitaria dal primo all’ultimo metro. Mi ha sorpreso soprattutto quanto sia andato forte in bici. Io non sono andato affatto piano, eppure mi ha rifilato più di due minuti. Un mea culpa per la T1 scandalosa che ho fatto: la mattina non ho memorizzato perfettamente la posizione della mia bici e ho perso un minuto a cercarla quando era ora. Non succederà mai più! E’ una sensazione orribile andare su e giù per la rastrelliera e non vedere la tua bici. Normalmente quando esco dall’acqua la trovo facilmente perché c’è solo la mia parcheggiata nel deserto della zona cambio dei professionisti. Questa volta era mista con gli age group che tra l’altro partivano diversi minuti dopo di noi.Le bici erano talmente fitte da non capire neanche i colori l’una dall’altra. Comunque, in generale, esperienza molto positiva che consiglio a chi volesse parteciparvici il prossimo anno. E adesso cercherò di migliorare il più possibile in queste due settimane, lavorando duro soprattutto a piedi.

18 Feb 2010

Scarpe Brooks

L' IRONMAN

Molto felice di essere un nuovo atleta del gruppo Brooks. Una scarpa veramente performante. Ho potuto constatarlo in prima persona la settimana scorsa in una serata test organizzata dalla stessa ditta in un negozio vicino a casa mia e devo dire che ho avuto subito ottime sensazioni. Non avevo dubbi in merito infatti fu una delle prime scarpe che usai nei primi anni di triathlon e soprattutto il marchio che calzai nel mio primo ironman in Florida nel 2007. Brooks mi metterà a disposizione vari modelli di scarpe, sta a me poi trovare quella giusta per ogni distanza che andrò ad affrontare ed esprimermi ai massimi livelli.