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25 May 2010

XTERRA NORD EST

triathlon

Ho voluto partecipato a questo xterra per affinare la preparazione per i prossimi appuntamenti dell’ironman . Volevo fare fatica e meglio della mountain bike non c’è nulla. Anche se la uso solo un pò di inverno per gli argini vicino a casa mia, è un mezzo che mi piace molto perché ti mette a diretto contatto con la natura, fuori dal traffico e dall’asfalto, dove gli unici rumori sono quelli della fauna e delle ruote sul terreno . La gara è andata molto bene. Contento di come ho nuotato e soprattutto della frazione in MTB. Ho spinto cercando di gestire bene i due giri distribuendo le forze senza rischiare nulla in discesa. Uscito sesto dall’acqua ho recuperato velocemente la seconda posizione già a metà della scalata, sterrata, lunga circa cinque chilometri in direzione Pian de le Femene. Salita famosa per i ciclisti locali per la sua durezza già dal lato asfaltato. Al termine del primo giro di 15km rimaneva solo Guidelli con 25″ di vantaggio che, all’inizio della seconda ascesa al Pian delle Femene, sono riuscito a riagguantare e di conseguenza a prendere il comando della gara. Finita la salita, poi giù in discesa verso il lago e poi un tratto misto leggermente ondulato ma molto veloce fino alla zona cambio, dove ho incrementato il mio vantaggio fino ad arrivare in T2 con circa 1′30″. Buon cambio e via a piedi subito in salita, e che salita!. Il primo tratto al 22% asfaltato e poi sulla ghiaia. Da li un su e giù per un sentiero stretto sulle pietre fino a rituffarsi giù verso la statale e poi sullo sterrato lungo il lago. Corro bene il primo giro, andando con molta cautela sulle discese. Non volevo farmi del male o insaccare troppo le gambe perché per me era molto importante la gara di domenica prossima perciò ho affrontato le discese molto piano guardando bene dove mettere i piedi. Il resto ho cercato di correre abbastanza sciolto. La scalata del secondo giro a piedi è stata tosta al limite del camminamento. la gara, anche se non estremamente tecnica, era piuttosto dura e alla fine le gambe erano affaticate. Finita la discesa, svolta a dx, e poi direzione traguardo. Prendo il nastro e lo alzo al cielo con gran soddisfazione per aver portato a casa un’altra bella vittoria in un altro genere di triathlon. Sicuramente una bella esperienza. Gara ben organizzata in uno scenario sempre affascinante. Avevo fatto già un’altra esperienza nel triathlon in MTB ed era stato sul lago di Tenno qualche anno fa’ ma era su distanza sprint, questa volta, invece, su quella olimpica e devo dire che è piuttosto impegnativa. Le cose sono andate bene e mi sono divertito rivedendo anche vecchi amici che non vedevo da tempo. Sto cercando di gareggiare il più possibile per accelerare i tempi, per trovare la forma migliore dopo il lungo stop di tre mesi causa infortunio. Le gare mi aiutano moltissimo in questo perché riesco a fare un lavoro di altissima qualità. Non mi pesa gareggiare molto, anzi, il recupero è sempre stato il mio punto di forza. Dopo solo tre settimane di allenamento sono riuscito a migliorare molto anche se devo ancora lavorare sodo per correre forte a piedi. Adesso ancora qualche giorno di duro allenamento e adattamento alla nuova bici FM1 Pinarello, Venerdì e Sabato tranquilli, e poi cercherò di rendere vita dura a Macca, Marino & company in quel di S.Polten nel 70.3 Austria. Ci tengo a fare bene poi quel che verrà verrà…

02 May 2010

Primo triathlon stagionale

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Oggi prima gara di triathlon al Lido di Venezia. Una formula innovativa con la partenza un minuto l’uno dall’altro. Bella, divertente, organizzata molto bene, fortunatamente anche il meteo è stato dalla nostra parte. Solo un forte vento ha reso particolarmente dura la bici ma per il resto è andato tutto bene. Ho fatto quello che ho potuto, spingendo forte soprattutto in bici, conquistando una sesta posizione che per adesso mi va’ anche bene considerando il livello di allenamento a piedi che ho… praticamente nullo. La cosa più importante per me oggi era la risposta del piede infortunato che fortunatamente ,in gara, non mi ha dato grandi problemi. Ora, a freddo, mi fa’ male ma meno del solito e questo mi rende fiducioso per il futuro. Domenica prossima sarò a Fumane per un altro passo verso il miglioramento della condizione.

06 Apr 2010

Risonanza magnetica

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Oggi ho ritirato il referto della risonanza magnetica e fortunatamente non si rileva nulla di serio. Da poco sono venuto conoscenza che un vecchio amico mio ex ciclista pure lui è un bravissimo posturologo. Purtroppo sono venuto a conoscenza delle sue capacità solo la scorsa settimana. Uno che ti fà passare una pubalgia in tre giorni solo con il riassetto del corpo. Purtroppo la mia ci ho messo due anni per risolverla quasi completamente , se avessi saputo prima della sua abilità non avrei perso tutto quel tempo, risultati e soprattutto dolori infernali. Secondo il suo parere la mia tendinite al tallone e al tendine d’Achille è partita da un’errata postura del piede che ha scatenato una serie di problemi a catena fino ad infiammare un pò tutta la struttura tendinea circostante. Oggi ho fatto la seconda seduta da lui per rimettere in asse il piede e devo dire che và decisamente meglio. Conto di riprende la corsa a breve.

18 Feb 2010

Allenamenti

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Passate due settimane al “tiepido” della costa Murciana in quel di Aguilas. Gli allenamenti sono andati così così. Purtroppo da un mese a questa parte sto soffrendo di una tendinite al tendine d’Achille e anche un pò di tallonite. Rimango sempre sul chivalà con la corsa a piedi e anche in bici preferisco stare piuttosto tranquillo senza spingere. Sembra che la situazione stia migliorando dopo una serie di terapie e massaggi. Spero di rimettermi presto a pieno regime perché al 70.3 Austria voglio essere competitivo per tentare di rivincere la gara. Purtroppo a causa di questo rallentamento i miei piani di inizio stagione sono saltati. Volevo partecipare alla gara ad Abu Dhabi ma purtroppo non mi sento in grado di ben figurare e preferisco allenarmi a casa. Anche la gara in India che avevo programmato non la farò ma solo perché la è stata posticipata a data da destinarsi.

08 Dec 2009

Phuket triathlon

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Maledetta sfortuna. Tutto sembrava andare per il meglio , la profonda determinazione e certezza di ottenere un grosso risultato , il lavoro duro svolto a casa spesso sotto la pioggia con dieci gradi, tutto andato in fumo per una foratura. Ero uscito molto bene dall’acqua a soli 3′30″ dal campione olimpico Frodeno e a 1′30 da Cunningham che ritenevo un mio diretto avversario per la top 3. Gia’ al 10mo km ero in seconda posizione, avevo staccato tutti ed ero gia’ a soli 2′ da Frodeno che veleggiava solitario ma purtoppo si e’ infilata nel mio tubolare anteriore una grossa vite da legno, stavo volando in bici, molto piu’ forte dell’anno scorso dove feci il record del tracciato. Sapevo che era impossibile la riparazione visto l’entita’ del foro. Ho provato a ripararlo con lo spray me usciva direttamente dal foro. Ho urlato dal dispiacere. Da li sono stato costretto ad affrontare l’ultima salita e relativa discesa a 3/4kmh, non riuscivo ad andare dritto. Ho proseguito cosi’ per 5km fino ad arrivare al posto dove era situato il bike assistance per la gara. Li ho consegnato la bici ai meccanici che mi hanno tolto via il tubolare forato sostituendolo con uno nuovo. totale perdita oltre 15′ . Da li ho deciso di onorare la gara terminandola anche se era gia’ bruciata in brevissimo tempo. Gli ultimi 40 km li ho fatti tranquilli ma poi ,appena parcheggiata la bici, ho deciso di sfogarmi a piedi stampando il miglior parziale e migliorando il mio tempo dell’anno scorso nonostante il percorso fosse di 600m piu’ lungo. 

Grandissima delusione per l’occasione persa non solo per il risultato che avrei ottenuto ma soprattutto perche’ mi sarebbe piaciuto confrontarmi con un testa a testa con Frodeno. La sua vittoria e’ stata talmente facile visto i distacchi tanto da renderla noiosa, sicuramente potevo dare un po’ di pepe alla gara.

04 Dec 2009

Da Clearwater a Phuket

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Riguardo Clearwater l’avevo subito battezzata come primo allenamento per questa di Phuket, Volevo solo fare il nuoto e bici fatta bene dopo una settimana di riposo dall’ironman Florida e poi correre tranquillo magari solo con qualche variazione ma lo svolgere dei fatti ha fatto si’ che dovessi tentare di correre forte nonostante non avessi le gambe per farlo dopo la maratona di 7 giorni prima. Sceso dalla bici la gente a fianco la strada mi ha detto che ero nei dieci percio’ ho tentato di correre ma invece ero ben oltre la decima. Comunque a mio avviso ho fatto anche li una gran gara visto il livello dei partecipanti e le condizioni non proprio al top, migliorando il mio prsonale sulla distanza di 8′.

Rieccoci qua’ in questo posto da favola anzi no, da cartolina. Mancano ormai solo due gioni alla mia quinta partecipazione a questa bellissima gara organizzata sempre in modo egregio. Il clima non e’ particolarmente stabile, spesso ha piovuto, spero che per domenica si stabilizzi, almeno questo dicono le previsioni meteo. Ormai il grosso e’ stato fatto, tutti gli allenamenti e prove di routin del percorso bike. Adesso mi aspettano due giorni soprattutto da dedicare ai media e all’organizzazione. Domani ultima sgambatina in bici e poi via. Sono arrivato qui’ in condizioni migliori rispetto  l’anno scorso causa l’infortunio che mi ha tenuto a riposo pr moltissimi mesi.

Ho fatto conoscenza anche con il campione olimpico Frodeno il quale mi ha studiato a fondo. Ieri si e’ unito al gruppo nella prova ufficiale del percorso bike scortati dalla polizia. Ho fatto un po’ di allunghi sia in salita sia in pianura e lui mi ha sempre seguito come un’ombra .Anche quando ho fatto 4km dai 45 ai 50kmh mi e’ stato dietro a una decina di metri. Un po’ mi teme anche se non dovrebbe visto che ho poche speranze di batterlo ma cerchero’ di farlo.Comunque e’ veramente un bravo e simpatico ragazzo che ci si puo’ parlare tranquillamente.E’ cosi’ strano che venga lui da me’ a chiaccherare e farmi domande come se fossi io il campione olimpico, sicuramente perche’ e’ un altro genere di gara di quelle che normalmente fa lui percio’ si sente un po’ un debuttante in una distanza dove magari  mi sono fatto un po’ di nome.

A Domenica!

10 Sep 2009

Resoconto 70.3 Monaco

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Gara molto sfortunata, tutto è andato storto.

Noi Pro allineati in prima fila a capeggiare un’orda di 1200 atleti, partenza unica. A un solo minuto dalla partenza annunciato dallo speaker, mi si avvicina un uomo dell’organizzazione e mi riferisce che la mia ruota posteriore era bucata in zona cambio, rimango sbigottito. Istantaneamente a quelle parole la spiaggia ghiaiosa diventa sabbie mobili. Mi crolla il mondo addosso perché non c’era più tempo per fare nulla. La determinazione, la certezza di fare bene, il viaggio affrontato mi passano davanti agli occhi e affondano sotto i piedi e penso: ” che parto a fare se poi non posso neanche andare in bici?” . Esco dal raggruppamento, cammino sconsolato e confuso a testa bassa, poi di corsa mi reco da Petra (una responsabile del gruppo Triangle organizzatrice dell’evento) la informo del fatto e la prego di tentare di farmi sostituire la ruota da qualcuno mentre ero in acqua per la frazione natatoria. Lei si attiva subito con il telefonino. Faccio per rimettermi in prima fila e il giudice mi respinge dicendomi che dovevo stare indietro a tutti e partire in coda, gli dico ”ma stai scherzando? Sono un Pro e ho il diritto di partire con gli altri Pro” e lui: ”Non m’interessa devi partire dietro” dopo un feroce battibecco decido volente o nolente di partire davanti qualsiasi cosa continuasse a dirmi, poi non lo bado più e faccio finta di non sentirlo , lui si calma e 5 secondi dopo dà il via. Parto bene prendo subito un buon ritmo tengo i primi a tiro, si forma una frattura tra il primo gruppetto e il mio. Dietro sono sempre io che faccio l’andatura e proprio per questo motivo riparo gli altri dagli imminenti pericoli, schivo una medusa, vedo anche la seconda, viola con i tentacoli lunghissimi, questa non riesco a schivarla e la prendo in pieno sul collo… una scossa incredibile che mi parte dalla nuca fino ai piedi, mi fermo sotto choc, faccio fatica a respirare tanto è stato tremendo il contatto. Dopo circa una decina di secondi riparto stordito con un bruciore incredibile, riprendo a nuotare e riesco ad accodarmi al gruppetto che stavo tirando. Arrivo in T1, mi cambio sempre con l’incubo di non partire in bici se l’organizzazione non fosse riuscita a cambiarmi la ruota…arrivo lì sgranando gli occhi già a 50 m di distanza guardando speranzoso la mia bici, mi fermo e un volontario mi fa: ”Cambiata, cambiata!”. Mi si apre il cuore e parto. Affronto bene la prima salita nonostante i dolori lancinanti che dal collo mi si estendono al cranio e al braccio. In cima ho solamente 1’30” dalla seconda posizione, Zebroek invece è un po’ più avanti. Affronto deciso anche la discesa riprendo e semino il gruppetto dove c’era il britannico Amey partito con il numero 1. In un tratto interlocutorio prima di affrontare la seconda salita il mio gruppetto si infoltisce. Dopo circa tre km salendo a circa 18 kmh mi avvicino ad un atleta e quando gli sono a circa 6 metri mi scanso e lo supero. Qui la tragedia. Da tergo sento un sibilo maligno di un fischietto… una giudice mi affianca e mi sbatte in faccia il cartellino nero… la guardo sbigottito, incredulo e penso: ”Cosa? A me? “ gli dico: “Ma stai scherzando? Per quale motivo?”. Questo killer zebrato si gira, ripone il cartellino fumante nel fodero e fiera dell’omicidio sportivo appena fatto se ne và a cavallo della moto. “Nooo… ci mancava anche questa, e adesso? 4’ fermo… la gara ormai è definitivamente finita”. Se c’è una cosa che odio è proprio la scia, non esiste nel mio vocabolario dell’onesto triatleta, che lotto sempre con quelli che cercano di sfruttarmela di continuo. L’ironia di questa storia è che avevo proprio un altro triatleta a non più di due metri di distanza dalla mia ruota posteriore ma a lui non è stata inflitta nessuna sanzione. Con quel gesto scellerato tutte le ambizioni vanno in fumo. Questo fatto mi svuota le gambe e rallento, dopo circa un altro km di salita trovo la penalty tent, decido di scontare subito questa fantascientifica penalità. Dopo poco arriva anche Amey anche lui punito. 4’ sono veramente lunghi e con lui scambio quattro chiacchiere. Ne approfitto poi per capire l’entità del danno causato dalla medusa. Mi tocco il collo, è mostruosamente gonfio tanto da fare tutt’uno con la faccia, respiro anche a fatica. Riparto, anche se tutto è andato in fumo, tengo un buon ritmo fino alla zona cambio, faccio la transizione con calma e parto a piedi. All’inizio imposto un ritmo tranquillo, ormai ero veramente indietro sia nel tempo sia come posizione, volevo solo finire la gara perché era giusto finirla e fare un buon allenamento ma dopo circa un paio di km decido di impegnarmi a fondo.

Recupero posizioni senza sapere minimamente in quale io mi trovassi nel turbinio dei doppiaggi nei 4 giri e mezzo. Il passo è ottimo e costante. E’ la prima volta dell’anno che riesco a correre bene come ero abituato a fare prima dell’infortunio. Riprendo poi a 500 m dalla fine il belga in 8va posizione, si accorge del mio arrivo e affrontiamo l’ultima scalata al casinò spalla a spalla zigzagando fra i doppiati per poi scatenarci in uno sprint dove però ne ho la peggio.

Finita, la gara sono andato direttamente nella tenda medica post gara per le medicazioni . Appena mi vedono rimangono impressionati dalle dimensioni del collo e dalle cicatrici causate dal contatto con la medusa.

Mi domandano come avessi fatto a fare una gara del genere in quelle condizioni. Poi mi riferiscono che quel genere di medusa (violacea) è estremamente pericolosa e tossica per l’uomo, anche letale.

Sono rimasto deluso del risultato ma solo perché non ho potuto dare il meglio, ero andato lì per vincere, è la gara cui tengo di più di tutta la stagione assieme a Phuket. Mi sono sentito come un leone incatenato.

Peccato davvero , archiviamo e pensiamo alla prossima

29 Aug 2009

70.3 TIMBERMAN

triathlon

Arriviamo io, Alberto, Stefano e Fabio a New York il Martedì pomeriggio, ci viene a prendere con un mega caravan il nostro sponsor e amico Bonelli. Quel mezzo sarà la nostra casa per una settimana, sembrava una navicella spaziale…con tre pulsanti si allargava e diventava quasi un appartamento.

In serata andiamo a fare una corsetta in riva all’Hudson per sgolfare un po’ il lungo viaggio.Il giorno seguente andiamo a fare un giro in centro e poi a nuotare nella piscina pubblica all’interno del Central Park devastato da un fortissimo vento la serata precedente. La sera partiamo direzione nord verso Boston.  A circa un’ora dalla zona gara ci fermiamo a dormire ormai è notte fonda. L’indomani arriviamo nel campeggio dove accamperemo.

Qualche allenamento di rifinitura, visita dell’intero percorso bici (in macchina)e poi….gara.

Nuoto bene, solo Potts risulta di un altro pianeta, esco dalla zona cambio assieme alla Wellington, poco più avanti c’è Leght, a circa 20”. Recupero atleti su atleti ma non riesco a guadagnare un solo secondo su Leght, riesco a riprenderlo solo attorno al 65° km, resto con lui per 2/3km e poi su uno degli innumerevoli strappetti lo stacco e me ne vado via forte da solo , passo via altri atleti, gli ultimi due Casadei a 4km dalla T2 e Lovato a meno di 2km. Scendo terzo , transizione veloce e poi via subito di buona lena, recupero minuti su minuti ad Anderson, mentre Potts continua imperterrito col suo ritmo incessante. Anche il percorso a piedi è estremamente muscolare, un continuo sali e scendi. Alla fine del primo dei due giri ho recuperato 6 dei 7’30 che avevo dal momentaneo leader dopo la bici Anderson. Sto per riprenderlo attorno al tredicesimo km quando mi riprende Alberto e con lui resto a fino a 3 km dalla fine poi incomincio a calare complice il poco allenamento di qualità a piedi e il nervo sciatico che martella, rallento e mi godo l’arrivo. Vince strameritatamente Potts con il nuovo record della gara poi Alberto ed io a completare uno storico podio per i colori Italiani.

Atro bellissimo risultato ed ora punto a far molto bene anche al 70.3 Monaco , una delle mie gare in assoluto preferite che conosco a menadito visto che ci parteciperò per la quinta volta.

29 Aug 2009

LD EUROPEAN CHAMPIONSHIP PRAGA

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Partenza alquanto stravagante dalla Malpensa a oltre 300 km da casa invece che da Venezia a 5’ di macchina. Arriviamo a Praga, il gruppo è bene assortito e molto divertente. I giorni precedenti la gara si fanno le prove generali dei percorsi, il nuoto nel fiume Moldava, acqua marrone tanto da non vedere neanche il gomito e una forte corrente,la temperatura invece è buona. Prova bici sul percorso dimostratosi più duro del previsto: sei giri da 20 km di cui 4 in salita dal 3 al 6%.

Giorno della gara, parto in progressione fino a trovare il ritmo giusto per affrontare i 4km. Il lato controcorrente risulta infinito mentre quello a favore vola via in un attimo. Esco dall’acqua a 6’30” dalla coppia di testa Bockel, e il super favorito Henning, fra me e loro parecchi altri atleti, ma questo non mi preoccupa, sono abituato a fare le gare in rimonta e qui ho 120 km a disposizione per farlo. Ad uno ad uno li recupero, guadagno minuti su tutti tanto da entrare in T2 a soli 2’30” dalla testa e a pochissimi secondi dal bronzo. La situazione che si crea all’inizio dell’ultima frazione mi porta a spingere un po’ troppo nei primi dieci km, un passo sul  3’30” a km. Attorno al dodicesimo km riprendo la coppia per il secondo posto e a solo 1’30 dal leader Henning, resto poche centinaia di metri con loro e decido di attaccare, guadagno subito secondi e assesto il mio vantaggio sulla trentina di secondi su Bockel. Per quasi 18 km corro in seconda posizione, il terzo e ultimo passaggio in zona arrivo mi risulta fatale. L’ultimo km si percorre sulla pista dell’ippodromo, terreno pesante, sabbioso, le gambe ormai sono quelle che sono, stringo i denti, Bockel mi tallona, all’ultimo km avevo ancora una quindicina di secondi. Ultimo strappetto per uscire dalla sabbia a 150m dalla fine , mi areno e Bockel mi passa…peccato, ci voleva asfalto per salvarmi, la sabbia è risultata fatale. Quel ritmo troppo allegro nei primi 10km l’ho pagato nel finale. Resta comunque una bella soddisfazione aver conquistato un bellissimo bronzo assoluto e un altrettanto bellissimo argento a squadre con gli altri compagni di avventura Annovazzi e Simoncini. Peccato poi per le noie occorse a Pedraza e Quintavalle..

Una trasferta trionfale grazie anche all’argento di Edith nelle donne.

Tralasciando l’organizzazione pietosa della gara in tutto, ringrazio tutti i componenti della trasferta soprattutto Andrea Gabba e Federico Girasole bravi nella logistica, nella coordinazione e nelle informazioni sia prima e durante la gara. Peccato poi che la notizia, a parte in internet nei siti di triathlon, non si sia letta da nessuna altra parte, tre medaglie non mi sembrano poca cosa.

01 Aug 2009

Resoconto LD triathlon Alpe d’Huez

triathlon

Arrivo Martedì nel primo pomeriggio ,con la macchina vado sù verso la vetta dell’Alpe a ritirare il pacco gara,la salita si impenna subito, sempre oltre il 10/12%, centinaia di scritte sull’asfalto ad incitare i grandi del ciclismo ma anche i forti triathleti francesi, da brividi. 21 tornanti ciclisticamente storici ,a ricordarlo per ognuno c’è un cartello dedicato ad un grande campione del ciclismo che ha messo il suo sigillo in vetta all’Alpe, continuo a salire ed al tornante n.2 ai 1669m di quota c’è quello del mio capitano Pantani vincitore nel 1997, non posso non fermarmi ad onorarlo guardando malinconico il suo nome posto giustamente in alto dove merita, lui rè delle montagne.

Ritiro il pacco gara ,guardo la starting list appesa , i nomi sono notevoli,scendo per provare il nuoto nel bacino artificiale ma quando arrivo giù capisco che c’è qualcosa di strano perché non c’è nessuno che nuota. Chiedo lumi a dei volontari che stanno montando la T1 e mi dice che nel lago si può nuotare solo il giorno della gara previo uno speciale permesso della società elettrica che gestisce il bacino. Risalgo in macchina e vado farmi una quarantina di chilometri  in bici e provare i primi chiometri dell’Alpe.

Sveglia 6.30, colazione, arrivo in zona cambio alle 8 ,finisco di preparare il tutto e poi in acqua per la partenza alle 9.30. Si parte, l’acqua piuttosto fredda ma accettabile sui 16/17°prendo un buon ritmo , nuoto abbastanza bene ed esco  a 2’40” dalla testa. In bici si affrontano subito i primi strappetti, recupero subito gente. Dopo 25 km incomincia la prima salita dura, dopo 1km mi riprende Passuello, lo tengo a tiro per 4/5 km ma mantiene un ritmo troppo forte per arrivare bene sotto l’Alpe, lo lascio andare e resto con Bringer. Finisce la prima salita di 15km tutti attorno al 8/10% discesa tecnica poi prendiamo la seconda di 25km molto più pedalabile e veloce, solo gli ultimi 4km sono impegnativi ,la temperatura è già ben oltre i 30°. Arrivati in cima abbiamo 4’ da Passuello e il francese campione del mondo  Loy,tra noi e loro ci sono Cunnama e Loisel.  Altra discesa tecnica poi si arriva in valle, 3 km pianura e finalmente l’Alpe d’Huez.La prendo subito forte ormai qui non ci si risparmia più. Nei primi 3km di salita dura riprendo Loisel  e Passuello, a metà  salita passo anche Cunnama. Adesso il distacco da Loy è di 2’ e da quì alla cima viaggeremo di pari passo. Mancano 2 km alla vetta e si entra in paese, riconoso quegli edifici che ho sempre visto in tv durante il Tour e preso da visioni mistiche da sforzo mi immagino tutta quella gente assiepata  sulla carreggiata che si apriva al passaggio dei campioni del ciclismo come Pantani,Armstrong, riconosco il punto dove uno spettatore buttò a terra Guerini per fargli una foto, il mio ritmo però è decisamente inferiore del loro.Arrivo in T2 in seconda posizione ,cerco di infilarmi i calzini lottando un po’ con i morsi dei crampi. Il percorso a piedi  è particolarmente inpegnativo fra salite ,discese e pietraie ma molto bello .Parto di buon passo recupero subito e al termine del primo dei tre giri da 7,3km ho già ripreso Loy e la testa della corsa, apro subito un buon gap. A metà del secondo giro mi partono i crampi su tutte le gambe, mi fermo e mi siedo sui talloni per allunagre i muscoli, mi rialzo e riparto con qualche dificolà. Da qui all’arrivo è una gestione, la dispersione dei liquidi è stata enorme nonostante la notevole idratazione, poi anche l’altitudine nella corsa a piedi si è fatta sentire.Terzo giro,finalmente ultima discesa asfaltata e mi godo l’arrivo affollato di gente,corridoio stretto con tappeto blu tanto che riesco dare il cinque contemporaneamente alla gente sia a destra che a sinistra dietro le transenne, prendo il nastro dell’arrivo e lo alzo al cielo…emozionante. Un’altra chicca,e che chicca, nel palmares.

Una gara tosta ma bellissima su di una salita mitica per atleti forti  ,organizzata veramente bene con ristori frequentissimi. La giornata particolarmente calda ha fatto sì che tutti avessimo i body bianchi di sali minerali e di conseguenza problemi con i crampi.

Anch’io nel mio piccolo ho conquistato l’Alpe d’Huez, potevo farlo quando ero ciclista, ne avevo le caretteristiche e la qualità per farlo ma il destino ha voluto che lo facessi nel triathlon.                                

Una gara sicuramente da fare almeno una volta nella vita per svariati motivi , per il paesaggio ,l’organizzazione, per la miticità che aleggia in questi posti che vi assicuro si sente…eccome se si sente!!

Massimo