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05 Dec 2011

Ironman 70.3 Asia-Pacific championship Phuket

L' IRONMAN

Sono riuscito a salvare la gara nonostate i problemi che ho avuto. In settimana, durante una corsa notturna con Casadei, sono volato a terra sbattendo mani e ginocchia . Entrambi stavamo correndo a un ritmo molto sostunuto e nessuno dei due ha visto questo dosso rallentatore nel buio notturno. Alberto è riuscito a salvarsi solamnente incespicando mentre io ho fatto un bel volo. I giorni successivi mi sono sentito tutto indolenzino. Forse anche per questo che il mio nuoto è stato pessimo… ho nuotato veramente piano. Fatto il nuoto non mi restava che spingere a fondo in bici e così ho fatto. Dopo solo 5km, ad un incrocio, mi indicano la strada sbagliata ed entro proprio in quella. Dopo circa 100m mi urlano dietro, guardo indietro e mi indicano la strada da fare. Altri 30/40 secondi buttati al vento. Riparto ancora forte recuperando e passato via via quasi tutti tranne il gruppo dei primi 8. A metà percorso ha incominciato a diluviare nel vero senso della parola tanto da creare dei veri e propri guadi di 20cm d’acqua. Ero riuscito ad avvicinarmi a quasi 3′ dei 5′ iniziali dopo il nuoto quando ho sentito la bicicletta sbandare. Ho pensato “ci mancava anche di forare”. Mancavano ancora venti chilometri e tutte le salite finali. Ho deciso di continuare senza fermarmi visto che si stava sgonfiando lentamente. Nei rettilinei riuscivo anche a spingere anche se con uno sforzo maggiore ma nelle curve e in discesa dovevo farle molto piano per non finire fuori strada. Ergo, ho perso quei due minuti abbondanti che ero riuscito a guadagnare con grossa fatica. E adesso corsa… parto di un bel passo sempre attorno 3′30 al chilometro. Mi avvicino molto ai primi ma il distacco era troppo. Riesco a recuperare Ambrose e Matt Reed e un’altro atleta mentre mi supera Timoty Reed autore del secondo tempo dietro quello dello stratosferico Raelert. Io concluderò col terzo parziale in 1h16. Colgo un bel 6to posto anche se con qualche problema di troppo con una starting list stellare da campionato del mondo. La top five ci stava tutta nella mia testa e nelle gambe ma ogni gara ha una storia a sé. Ho visto e sentito tanta gente cadere per le avverse condizioni meteo tra i quali anche Chris Lieto perciò mi ritengo abbastanza appagato del risultato e pensiamo alla prossima stagione dove penso che ritornerò a correre forte a piedi. E’ stato sempre il mio punto di forza che però si è appannato negli ultimi tre anni causa dei numerosi infortuni. Adesso un pò di giorni di riposo e poi si rincomincia a lavorare sodo.

27 Nov 2011

Laguna Phuket Triathlon

triathlon

Che dire… questa è proprio la mia gara. Oggi mi sono ritagliato un pò di storia poichè sono l’unico uomo ad essere riuscito a vincerla per tre volte. Tutto è andato nei migliori dei modi. il nuoto è stato discreto, in linea con il mio solito. Purtroppo ho dovuto lottare nelle prime centinaia di metri per districarmi dalla tonnara iniziale per poi mettermi sul mio passo. Uscito dall’acqua con poco più di tre minuti di ritardo sono saltato su sulla bici e via subito forte. In bici ho dato il 100%. Volevo tentare di battere anche il mio record del tracciato bike e così è stato abbassandolo di più di un minuto. Ho cercato di guadagnare il più possibile perchè a piedi non sono attualmente velocissimo mentre in bici ho un bel passo nelle gambe. Strada facendo ho raccolto e superato tutti i dieci usciti prima di me dall’acqua passandoli a doppia velocità. Conosco queste strade a menadito visto che è la settima volta che partecipo a questa gara e conosco tutti i punti dove posso guadagnare nettamente. Per ultimo ho ripreso Casadei attorno al quarantesimo sui 55km totali che poi ha colto la seconda piazza regalando ai colori Italiani una bellissima doppietta. Nella corsa ho sofferto un pò per via del gran menare in bici ma comunque ho incrementato il mio vantaggio portandolo ai quattro minuti finali. Quest’anno era particolarmente caldo e umido. Mai avevo sudato così tanto sia in bici sia a piedi. Il mio computerino della Polar segnava 35°C. Con questo clima non è per niente facile gareggiare ma a me piace molto altrimenti non avrei ottenuto sempre questi ottimi risultati. Sono le mie condizioni meteo ideali. A completare il podio il forte atleta transalpino Guillaume, vincitore di molte gare. L’arrivo come al solito è stato spettacolare con l’elefantino che mi ha accompagnato negli ultimi 150m. Quest’anno era un pò pigro e non ne ha voluto sapere di correre assieme a me e allora abbiamo passeggiato per tutto il rettilineo finale. Al mio collo legata la bandiera tricolore, nella mano sinistra il mio pettorale numero 1 e la mano destra tre dita ad indicare le tre vittorie. Questa gara la sento particolarmente. Ogni anno non vedo l’ora di venire qui. E’ una delle poche gare che mi rende irrequieta la notte della vigilia. Forse perchè non vedo l’ora di partire. Stasera gran festa e poi , domani, ci trasferiamo, io e tutto il gruppo Triathlontravel, in quel di Phi Phi Island per rilassarci tre giorni e ritrovare energie per domenica prossima al 70.3 Asia e Pacific Championship dove ci sarà una starting list da campionato del mondo… e io lotterò fino all’ultimo metro.

06 Nov 2011

ITU LD World Championship Las Vegas

triathlon

Già il Venerdì mattina me la sentivo che il nuoto sarebbe stato difficile da disputare. Avevo nuotato per circa mezz’ora il Venerdì e mi prendeva la testa nonostante fosse ben coperta. Era già ben al di sotto dei 18°C dichiarati al breafing. Penso fosse attorno i 16°C e il giorno della gara ancora meno. Le previsioni dicevano che l’aria sarebbe stata 3°C alle 7 di mattina (orario di partenza). Ancora più sospetti sul regolare svolgimento del nuoto affioravano dal fatto che, la sera alle nove, non c’erano ancora piazzate le boe perciò sarebbe stato difficile metterle col buio pesto la mattina. Si rischiava decisamente l’ipotermia, non tanto per la temperatura dell’acqua ma subito dopo. Pedalare con 3°C completamente bagnati non penso fosse proprio salutare e così, la mattina, ci comunicano che il nuoto era stato cancellato.  Arriviamo in zona cambio con il freddo che ti tagliava il viso. Prepariamo le bici e ci rintaniamo nelle tende riscaldate a ultimare i preparativi. Il nuovo svolgimento della gara sarà un bici corsa a time trial partendo 5 secondi l’uno dall’altro. Davanti a me partono tre spagnoli poi io. Subito tiro una fucilata e nel giro di un chilometro e li riprendo tutti mettendomi in seconda posizione. Mi giro e attendo l’arrivo del Francese Sudrie partito quindici secondi dopo di me. Lo battezzo come mio punto di riferimento perchè sò che è un forte pedalatore. Aumenta decisamente il ritmo e rimaniamo solo io e lui. Dopo una dozzina di chilometri mi chiede il cambio e glie lo do. Dopo venti chilometri cambio anchio, mi giro e vedo che stanno arrivando altri due atleti… l’americano Jordan Rapp e il Danese Jensen. Si mette in testa Rapp che rovina i miei piani… il ritmo ora è veramente intenso ma lo sopporto bene. Andiamo via filati aprendo un enorme gap alle nostre spalle. Ad un certo punto, quando stavamo andando a 70kmh in discesa pedalando, passa Jensen con un rapportone incredibile… penso avesse almeno il 56 davanti. Pian pianino se ne và e ci rifilerà parecchi minuti. Incredibile perchè noi stavamo andando vermente forte.  Al 75° chilometro il dramma… mi alzo sui pedali per affrontare l’ennesima salita e mi salta un raggio. Subito urlo: “noooooo”. Apro totalmente il freno ma nonostante tutto tocca sui pattini. Non mi scoraggio, tengo duro nonostante lo sbacchettare frenetico della ruota. Nelle curve poi aveva la tendenza di buttarmi fuori strada. Avevo paura, poi, che su una qualche discesa me ne partisse un’altro e a quel ponto avrei rischiato veramente di fare un volo pazzeso. Avevo a mia disposizione solo il freno posteriore. Per curiosità al 90mo chilometro guardo il mio computerino per paragonarlo a quello che poteva essere al mondiale di 70.3 sempre qui a Las vegas. Vedo che avevamo ancora quasi 42 kmh di media su un percorso asfissiante e durissimo. Gli ultimi 10km non ce la faccio più, mi esplodono le gambe dall’acido lattico. Porto in T2 la pelle e parto a piedi. Qui incomincia un vero e proprio calvario. Dopo neanche 500 metri mi partono crampi ovunque persino ai glutei. Dopo un chilometro non ce la faccio e mi fermo una prima volta. Non riesco a correre. Mi si trincano i quadricipiti. Mi siedo sui talloni poi mi alzo e faccio  stetching. Cerco di ripartire ma non ce la faccio… di nuovo i crampi. Mi massaggio, allungo ancora un pò e poi riparto. Perdo almeno un minuto. All’inizio faccio jogging con la gamba destra trincata. Pian pianino il muscolo si rilassa e aumento il ritmo. Mi riporto su un discreto passo ma ad ogni inizio di salita mi ripartono di nuovo i crampi… mi rifermo mi siedo un’altra volta sui talloni. Aspetto un pò che il muscolo si detenda e poi riparto. Purtroppo sarò costretto tre volte a fermarmi. Per tre giri sono sopravvissuto abbastanza bene. Non facevo una grossa fatica ma avevo le gambe martoriate e morsicate da tutte le parti. Il quarto e ultimo giro mi sono proprio spento. Le gambe mi facevano di un male incredibile. Neanche in una maratona di un ironman avevo mai sentito un dolore del genare. Diminuisco tantissimo il passo e penso solo ad arrivare all’arrivo. All’ultimo chilometro, in contemporanea, mi supera l’Americano Thompson e io supero Raelert che mi aveva passato nel secondo giro. Il Tedesco è in evidenti difficoltà. Sta correndo pianissimo sbandando di qua e di la. Finalmete l’arrivo e la fine della tortura podistica. Dopo circa trenta/quaranta secondi arriva anche Raelert che crolla a terra dopo l’arrivo e viene sorretto dai volontari. In Facebook ha dichiarato che non si ricorda nulla dell’ultimo giro a piedi e di aver tagliato l’arrivo. Dice che si è ritrovato e risvegliato e cosciente dentro la tenda del post senza capire dove fosse. Effetti collaterali del massacro che è stato ieri… quasi 2000 metri di dislivello in bici ma sopratutto i quelli a piedi si sono rilevati durissimi

Col famoso senno di poi avrei cambiato tattica facendo il mio ritmo in bici lasciando andare Rapp, prendondo 2/3 minuti in più, però questo mi avrebbe permesso di correre 8/9 minuti più forte a piedi…. ma io ci ho provato! Ho speso tantissimo in bici , ancor di più per il problema meccanico che ho avuto però tutto sommato un settimo posto ad un campionato mondiale è pur sempre un settimo posto a un campionato mondiale.

25 Oct 2011

Ironman 70.3 Austin Texas

L' IRONMAN

La gara è andata bene. Non potevo chiedere di più e accetto di buon grado il quarto posto. Come detto la condizione è in continuo miglioramento e i ritmi cominciano ad avvicinarsi molto al mio poteziale, nuoto a parte. E’ un periodo che non riesco a nuotare bene. Ieri ho preso un minuto in più rispetto al mio solito da gente come Shildknecht e Cunningham. Poco cambiava al mio risultato ma magari sarei riuscito a prendere qualcuno in bici e invece, tolti tre atleti che ho superato subito all’inizio, l’ho fatta completamente in solitaria nel deserto texano. Penso che, i tre, mi abbiano solo sentito e non visto passare. La gamba in bici adesso è buona, lo testimonia il fatto che ho dato quasi un minuto a Raelert e ne ha presi solo tre dallo Svizzero, vero e proprio fenomeno sulle due ruote. All’half Challenge Walksee, dei primi di Settembre, me ne aveva rifilati 7. Vuol dire che sono migliorato parecchio. Puntavo, inoltre, a migliorare il tempo che avevo fatto due anni fà su questo tracciato ma purtroppo, quest’anno, l’asfalto era in condizioni pessime e soffiava un forte vento. Con il fatto che quest’estate ad Austin la temperatura è stata per oltre tre mesi sopra i 43 °C, senza mai piovere, le strade di sono crepate tutte. C’era, inoltre, un tratto sterrato e rattoppi ovunque. Ergo, ho impiegato una cinquantina di secondi in più del 2009. Dopo la bici sono sceso in sesta posizione a una ventina di secondi da Amey e Cartmell. Amey è volato via subito mentre Cartmell l’ho passato dopo neanche un chilometro. ho cercato di tenere un passo regolare poichè avevo anche degli accenni di crampi piuttosto pericolosi. Alla fine del secondo dei tre giri a piedi sono riuscito a riprendere anche Cunningham sceso un minuto prima di me in T2. Lo passo subito deciso e pian pianino apro un margine di una trentina di secondi che mi porto fino al traguardo. Stanco ma soddisfatto. I percorsi erano molto impegnativi. In Bici, non si usava mai il 39, ma era un continuo sali e scendi… che per me è congeniale. Anche il percorso podistico non scherzava. Solo salite e discese. Vedere correre Raelert è impressinonate. Correre 1h11′ su un percorso del genere con una facilità disarmante… chapeau! E’ sicuramente il podista più forte al mondo nel triathon. Almeno quello che riguarda la distanza 70.3. Non per niente ha vinto due titoli mondiali. Su un percorso podistico così normalmente non riesco ad esprimermi al meglio. Il mio percorso ideale è piatto e con poche curve. In questo modo riesco a correre bene e veloce però è andata bene lo stesso. Più o meno saranno la tipologia dei percorsi che troverò anche al mondiale di lungo a Las Vegas Sabato 5 Novembre, perciò, è stato sicuramente un bel test.

16 Oct 2011

15ma corsa d’autunno

Podismo

L’avvicinamento alle ultime gare della stagione prosegue sulla strada buona. Terza Domenica consecutiva che centro il bersaglio. Dopo la podistica di 23km di due settimane fa, il duathlon di Conegliano la settimana scorsa, arriva la terza vittoria consecutiva in un’altra corsa podistica di 20km. Finalmente ho incominciato a correre su ritmi accettabili chiudendo la distanza in poco più di 1h11′. Considerando che il percorso era piuttosto lento e spesso sterrato ho corso con un passo medio di 3′35″/km. Sull’asfalto riuscivo a far girare le gambe quasi sempre sotto i 3′30″/km.  Anche se il passo non è ancora quello che voglio io resta la conferma sulla resistenza senza il minimo calo per l’intera distanza. Sto cercando di ritornare a correre forte e tutte queste gare sono il miglior metodo per ottenerlo. Martedì si parte.

09 Oct 2011

Duathlon MTB Conegliano

Duathlon

Un’altro passo verso la miglior condizione. Questa gara mi sorride per la terza volta sulle mie tre partecipazioni. Con la mountain bike ho un bel feeling. Anche se questo mezzo lo uso solo d’inverno come alternativa all’asfalto, mi ci trovo particolarmente bene perchè fanno risaltare maggiormente le mie qualità ciclistiche. Era dallo scorso Gennaio che non la usavo. Ho messo l’olio sulla catena il giorno prima e via. La gara è stata parecchio tirata fin dal primo metro ma poi, salito in bici, sono andato via in solitaria sul bellissimo percorso disegnato con maestria su e giù per i vigneti della scuola enologica di Conegliano. Percorso impegnativo ma divertente. Ancora una settimana di allenamenti e poi direzione USA!

04 Oct 2011

5ta marcia per le vie Romane

Podismo

Corsa podistica che si disputa dalle mie parti su tre possibili distanze, 8km, 16km, 23km. Come preannunciato io ho optato per quella da 23 in qualità di allenamento per i futuri appuntamenti nel triathlon… 70.3 Austin e mondiale di lungo

Partenza cauta… i primi tre/quattro chilometri li percorriamo su di un passo attorno a 3′45″ al chilometro dopodichè c’è un cambio di passo repentino. Due atleti accellerano violentemente. Io percorro quel chilometro in 3′30″, loro penso attorno i 3′20″. Tutti i dati forniti dal mio Polar RCX5 GPS dimostratosi molto preciso in quanto mi dava l’auto lap esattamente davanti ai cartelli dell’organizzazione. Li lascio andare per non fare troppo fuori giri. I due mi distanziano di una decina scarsa di secondi ma poi pian pianino, nel giro di tre chilometri, me li vado a riprendere e mi metto a fare io l’andatura. Appena li riprendo mi informo quale distanza andassero a percorrere. Entrambi dichiarano la 16km. Bene, allora comtinuo sul mio passo simulando il passo da tenere nel triatlon tenendo sotto controllo i battiti sul cardiofrequenzimetro. Arriviamo al 15mo chilometro… loro svoltano a destra per disputarsi la volata mentre io giro a sinistra e proseguo per altri otto chilometri. Dopo un pò mi giro ma dietro c’è il vuoto. Continuo sul mio passo costante appena sopra i 3′30″ al km fino all’arrivo senza nessun calo. Molto bene. Vinco con ampio margine. Contento dell’allenamento fatto anche se non ancora sui miei possibili ritmi. Considerando il fondo per il 70 % sterrato, argini , erba,il forte vento, salitelle e discese sono rimasto soddisfatto. Il passo sostenuto non è stato malvagio considerando poi che si correva la mattina presto e venivo da due giorni di allenamento molto impegnativi infatti il Venerdi’ avevo fatto a piedi un lavoro di medio-soglia di 25km e Sabato quasi 6 ore di bici. Bene dai la strada sembra quella buona, la caviglia finalmente sembra che mi dia tregua e in Texas mi avvicinerò molto al mio vero potenziale. Work in progress!

29 Sep 2011

Ironman 70.3 France - Aix en Provence

L' IRONMAN

Non posso nascondere che mi aspettavo di arrivare almeno nei primi dieci. Vabbè sono arrivato undicesimo ma lo archivio serenamente perchè so di avere dato tutto quello che potevo dare per le condizioni attuali perciò , quando non hai rimpianti,  accetti volentieri il risultato. Bisogna inoltre dire che la starting list era veramente tosta. Penso che il livello della gara era quasi superiore al mondiale di Las Vegas. I tracciati erano veramente impegnativi… Nella frazione bike c’erano 1300 m di dislivello in 85km. Considerando che poi i primi 10 erano pressochè piatti si può capire la difficoltà del percorso. In salita mi sentivo bene. Salivo di un gran passo e penso che riuscivo a guadagnare sui primi ma la differanza maggiore, a favore degli attaccanti, la facevano i falsipiani. Loro erano in quindici mentre io ero praticamente da solo. Ero in compagnia un’altro ragazzo che ho ripreso e poi mi è stato a ruota per il resto del tempo. Come ben si sà c’è un abisso nel viaggiare da soli che in un gruppetto. Davanti c’erano poi delle “bestie” su due ruote che vanno più forte di me come i Francesi Sudrie, Chabaud e l’ex pro ciclistco Basco Elgezabal più tutti gli altri. Sul finale della bici ho ripreso lo spagnolo Zamora. Siamo partiti assieme. L’ho tenuto per un pò ma poi il percorso era estremamente muscolare… solo salite e discese e anche fango. A fine gara avevo quattro unghie nere a causa delle pendenze delle discese. Il tracciato era troppo impegnativo con il poco allenamento che ho accumulato. Sul piatto me la cavo già piuttosto bene ma per correre su questo tipo di tracciato bisogna avere le gambe un bel pò più rodate. Tutto sommato mi sono difeso correndo la “mezza” (anche se erano 19.3 km ) ad un passo di 3′42″ al km. Per quanto riguarda la gara era organizzata molto molto bene ma si sà che quando la organizza la Triangle è garanzia di qualità. L’unica grossa scomodità consisteva nelle due transizioni separate da trenta chilometri. Se non si ha la macchina è abbastanza complicato. Comunque l’organizzazione aveva messo a disposizione dei pulman per i trasporti.

La condizione cresce giorno per giorno. Sono finalmente ritornato ad allenarmi con Casadei. Purtroppo con tutti gli infortuni che ho avuto negli ultimi due anni non ci siamo praticamente allenati più assieme. Adesso possiamo scornarci a vicenda come un tempo e di conseguenza migliorare entrambi. E’ importante avere un compagno di allenamento di qualità… vai sicuramente a ritmi diversi da quelli che avresti da solo.

I miei prossimi appuntamenti consistono in una corsa podistica di 23 km questa Domenica poi il duathlon in MTB di Conegliano Domenica 9 con il quale ho un bel feeling, sopratutto con la mountain bike. Il 18 Ottobre mi recherò in America dove il 23 gareggerò nell’ironman 70.3 Austin in Texas e poi il campionato mondiale long distance (4-120-30) il 5 Novembre con la nazionale in quel di Las Vegas in Nevada. Ritornato in Italia il 6/7 Novembre ripartirò il 22 nell’altra direzione della Terra in Thailandia con il gruppo Triathlontravel di Marco Marchese per le ultime due gare della stagione… il 27 il Laguna Phuket triathlon e l’ironman 70.3 Asia e Pacific Championship.

18 Sep 2011

Desafio-Donana

triathlon

Sicuramente gara insolita con partenza in gruppo poi nuoto e infine corsa…e che corsa!

Partenza degli ege group e pro donne alle 8, noi invece alle 8.30 assieme alle staffette. Un continuo sali e scendi e la selezione viene abbastanza naturale anche se l’andatura era piuttosto bassa. Ad un certo punto, dopo una sessantina di km, riescono ad evadere due pro assieme a qualche staffettista. Se ne vanno via guadagnando minuti su minuti… saranno dieci all’entrata in T1 dopo i 178km. A 5 km dalla fine riesco ad evadere dal mio gruppetto assieme ad altri 3 professionisti. Smontiamo, mi tolgo la maglia, infilo gli occhialini e mi tuffo e via in acqua. C’era da attraversare il fiume Guadalquivir dove sfocia in mare, salato e caldo. Teoricamente un chilometro, ma con la forte corrente che c’era il tempo si è alzato notevolmente. Già a metà nuoto ho lattato con i crampi fino all’uscita. Entro in T2 mi cambio perdendo un pò di tempo e parto. Usciamo assieme io e lo Spagnolo Santamaria mentre davanti ne era rimasto solo uno. Parto subito con un bel passo, forse anche troppo. All’inizio la sabbia è bella compatta e si riesce a fare velocità. Correvo poco sopra i 3′30″ al km con lo Spagnolo sempre attaccato dietro. Ad un certo punto l’ho fatto passare per rifiatare e ho rallentato il passo. Lo lascio andare e un cinque chilometri mi guadagna un minuto.Nel frattempo prendiamo e superiamo anche l’ultimo superstite della fuga. Viaggeremo dello stesso passo negli ultimi 15 km dove la sabbia era molto più soffice e spesso si sprofondava facendoti sbandare. Purtroppo nei rifornimenti non c’erano gel e sono andato un pò in crisi di gambe (zuccheri) negli ultimi 10km. Ho corso 30km solo bevendo acqua e qualche bicchiere di sali. Diciamo che ho fatto qualche errore di troppo ma essendo la prima volta che facevo questa gara non sapevo nulla sui tracciati. Il prossimo anno mi rifarò. Comunque un bel secondo posto e onore al vincitore ,che è anche mio amico, Santamaria che è riuscito a vincere questa gara dopo che nella prima edizione era arrivato terzo, l’anno scorso, nella seconda, ha colto il gradino più basso del podio e quest’anno è riuscito a centrare il bersaglio pieno. Anche se molto molto impegnativa è una gara molto bella e organizzata molto bene in tutto, anche nei trasporti dopo la gara. Adesso mi aspetta il 70.3 Pais d’Aix in Francia il prossimo weekend… work in progress!

11 Sep 2011

Ironman 70.3 World Championship Las Vegas

L' IRONMAN

Nonostante fossi 12mo nel rank a fine Luglio ho declinato la mia slot in quanto non sarei arrivato li al 100%. E’ solamente un mese che ho ripreso ad allenarmi ed è pur sempre un campionato del mondo. Affrontare un così lungo viaggio sapendo di non poter essere al top, come richiede questo tipo di gara, non ne valeva la pena e, per quest’anno, ho deciso di non andarci. E’ un vero peccato visto anche la non eccelsa starting list che ci sarà. Il periodo è un pò strano perchè molti sono in piena preparazione per Kona e non vogliono rischiare nulla, altri sono infortunati. Mancheranno tanti che potevano essere protagonisti tipo i fratelli Raelert, Henning, Schildkech, Van Lierde, Kienlie, O’Donnel, Cunningam, McCormack e tanti altri. Sarà insomma un mondiale un pò sotto tono. Prevedo una bella battaglia fra Ospaly, Alexander, Amey, Potts. Outsider Kriat, Degasperi (FORZA Ale!), poi Weiss con la sua super frazione bike mi aspetto scenda primo e vediamo quanto resisterà al ritorno dei super podisti. Altro da tenere sott’occhio potrebbe essere il Basco Elgezabal, anche lui ex pro del ciclismo ma però con una corsa non all’altezza dei migliori. Vedremo… In tanto un grosso in bocca al lupo a tutti gli Italiani presenti e, fatevi onore!