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18 Feb 2010

Scarpe Brooks

L' IRONMAN

Molto felice di essere un nuovo atleta del gruppo Brooks. Una scarpa veramente performante. Ho potuto constatarlo in prima persona la settimana scorsa in una serata test organizzata dalla stessa ditta in un negozio vicino a casa mia e devo dire che ho avuto subito ottime sensazioni. Non avevo dubbi in merito infatti fu una delle prime scarpe che usai nei primi anni di triathlon e soprattutto il marchio che calzai nel mio primo ironman in Florida nel 2007. Brooks mi metterà a disposizione vari modelli di scarpe, sta a me poi trovare quella giusta per ogni distanza che andrò ad affrontare ed esprimermi ai massimi livelli.

18 Feb 2010

Allenamenti

triathlon

Passate due settimane al “tiepido” della costa Murciana in quel di Aguilas. Gli allenamenti sono andati così così. Purtroppo da un mese a questa parte sto soffrendo di una tendinite al tendine d’Achille e anche un pò di tallonite. Rimango sempre sul chivalà con la corsa a piedi e anche in bici preferisco stare piuttosto tranquillo senza spingere. Sembra che la situazione stia migliorando dopo una serie di terapie e massaggi. Spero di rimettermi presto a pieno regime perché al 70.3 Austria voglio essere competitivo per tentare di rivincere la gara. Purtroppo a causa di questo rallentamento i miei piani di inizio stagione sono saltati. Volevo partecipare alla gara ad Abu Dhabi ma purtroppo non mi sento in grado di ben figurare e preferisco allenarmi a casa. Anche la gara in India che avevo programmato non la farò ma solo perché la è stata posticipata a data da destinarsi.

24 Jan 2010

Pinarello

L' IRONMAN

Prima grossa novità per questo 2010. Gareggerò infatti con le bici Pinarello. Prestigioso marchio Trevigiano da decenni protagonista nel mondo ciclistico a tutti i livelli fino al professionismo.  Moltissimi i campioni che hanno gareggiato e vinto con questo marchio, uno su tutti Indurain . Con la bici Pinarello ho un bellissimo ricordo, vinsi infatti la mia prima gara da dilettantenel 1995 davanti ad un certo Stefano Garzelli.

I due nuovi modelli che cavalcherò saranno la DOGMA carbon per la strada e la FM1 carbon da crono.

28 Dec 2009

Nuova Stagione

Trainings

Si riparte per una nuova stagione per me molto importante. Dopo due settimane di riposo semi attivo dopo la gara di Phuket ho ripreso con gli allenamenti. Lavorerò ancora meglio nel nuoto, per perdere il meno possibile e cercare di rientrare prima sul la testa della gara.

Lavorerò duro anche nella corsa per ritornare a correre molto veloce come correvo prima dell’infortunio. Purtroppo i quasi undici mesi di astensione dalla corsa si sono fatti sentire quest’anno. Solo in un paio di occasioni ho corso discretamente ma sicuramente non come correvo fino alla vittoria di St.Polten nel 70.3 Austria 2008.

Ho ripreso ad allenarmi tutti i giorni abbastanza costantemente, meteo permettendo. Quest’anno la mia stagione inizierà alquanto presto, probabilmente gareggerò già a metà Febbraio in una gara in India per poi proseguire forse con la gara ad Abu Dhabi a metà Marzo, forse qualche duathlon in Italia. Entrambe le gare sono su distanze abbastanza anomale ma a me favorevoli perché in entrambe la bicicletta la fa da padrone e determinante ai fini del risultato.

Per adesso questo è quanto. Valuterò nel corso della stagione le gare da disputare., ho giò in mente qualche cosa ma un pensiero fisso mi gira nella testa…. Ironman Hawaii

08 Dec 2009

Phuket triathlon

triathlon

Maledetta sfortuna. Tutto sembrava andare per il meglio , la profonda determinazione e certezza di ottenere un grosso risultato , il lavoro duro svolto a casa spesso sotto la pioggia con dieci gradi, tutto andato in fumo per una foratura. Ero uscito molto bene dall’acqua a soli 3′30″ dal campione olimpico Frodeno e a 1′30 da Cunningham che ritenevo un mio diretto avversario per la top 3. Gia’ al 10mo km ero in seconda posizione, avevo staccato tutti ed ero gia’ a soli 2′ da Frodeno che veleggiava solitario ma purtoppo si e’ infilata nel mio tubolare anteriore una grossa vite da legno, stavo volando in bici, molto piu’ forte dell’anno scorso dove feci il record del tracciato. Sapevo che era impossibile la riparazione visto l’entita’ del foro. Ho provato a ripararlo con lo spray me usciva direttamente dal foro. Ho urlato dal dispiacere. Da li sono stato costretto ad affrontare l’ultima salita e relativa discesa a 3/4kmh, non riuscivo ad andare dritto. Ho proseguito cosi’ per 5km fino ad arrivare al posto dove era situato il bike assistance per la gara. Li ho consegnato la bici ai meccanici che mi hanno tolto via il tubolare forato sostituendolo con uno nuovo. totale perdita oltre 15′ . Da li ho deciso di onorare la gara terminandola anche se era gia’ bruciata in brevissimo tempo. Gli ultimi 40 km li ho fatti tranquilli ma poi ,appena parcheggiata la bici, ho deciso di sfogarmi a piedi stampando il miglior parziale e migliorando il mio tempo dell’anno scorso nonostante il percorso fosse di 600m piu’ lungo. 

Grandissima delusione per l’occasione persa non solo per il risultato che avrei ottenuto ma soprattutto perche’ mi sarebbe piaciuto confrontarmi con un testa a testa con Frodeno. La sua vittoria e’ stata talmente facile visto i distacchi tanto da renderla noiosa, sicuramente potevo dare un po’ di pepe alla gara.

04 Dec 2009

Da Clearwater a Phuket

triathlon

Riguardo Clearwater l’avevo subito battezzata come primo allenamento per questa di Phuket, Volevo solo fare il nuoto e bici fatta bene dopo una settimana di riposo dall’ironman Florida e poi correre tranquillo magari solo con qualche variazione ma lo svolgere dei fatti ha fatto si’ che dovessi tentare di correre forte nonostante non avessi le gambe per farlo dopo la maratona di 7 giorni prima. Sceso dalla bici la gente a fianco la strada mi ha detto che ero nei dieci percio’ ho tentato di correre ma invece ero ben oltre la decima. Comunque a mio avviso ho fatto anche li una gran gara visto il livello dei partecipanti e le condizioni non proprio al top, migliorando il mio prsonale sulla distanza di 8′.

Rieccoci qua’ in questo posto da favola anzi no, da cartolina. Mancano ormai solo due gioni alla mia quinta partecipazione a questa bellissima gara organizzata sempre in modo egregio. Il clima non e’ particolarmente stabile, spesso ha piovuto, spero che per domenica si stabilizzi, almeno questo dicono le previsioni meteo. Ormai il grosso e’ stato fatto, tutti gli allenamenti e prove di routin del percorso bike. Adesso mi aspettano due giorni soprattutto da dedicare ai media e all’organizzazione. Domani ultima sgambatina in bici e poi via. Sono arrivato qui’ in condizioni migliori rispetto  l’anno scorso causa l’infortunio che mi ha tenuto a riposo pr moltissimi mesi.

Ho fatto conoscenza anche con il campione olimpico Frodeno il quale mi ha studiato a fondo. Ieri si e’ unito al gruppo nella prova ufficiale del percorso bike scortati dalla polizia. Ho fatto un po’ di allunghi sia in salita sia in pianura e lui mi ha sempre seguito come un’ombra .Anche quando ho fatto 4km dai 45 ai 50kmh mi e’ stato dietro a una decina di metri. Un po’ mi teme anche se non dovrebbe visto che ho poche speranze di batterlo ma cerchero’ di farlo.Comunque e’ veramente un bravo e simpatico ragazzo che ci si puo’ parlare tranquillamente.E’ cosi’ strano che venga lui da me’ a chiaccherare e farmi domande come se fossi io il campione olimpico, sicuramente perche’ e’ un altro genere di gara di quelle che normalmente fa lui percio’ si sente un po’ un debuttante in una distanza dove magari  mi sono fatto un po’ di nome.

A Domenica!

10 Nov 2009

Ironman Florida

L' IRONMAN

Finalmente podio!

Due anni  fa in questo stesso posto  fu la mia prima esperienza su distanza ironman, persi il podio negli ultimi 4km . Questa volta è andata decisamente meglio. Ero venuto qui per vincere e fare un gran tempo, purtroppo non ho fatto bottino pieno per due motivi: il mare agitato e il vento in bici, comunque resta la soddisfazione di aver conquistato finalmente il podio e migliorato il mio tempo anche se di pochi minuti.

Arrivo giovedì mattina giusto in tempo per il breafing dei PRO, prendo il pacco gara poi mi dirigo in hotel. Prendo la muta e vado a nuotare 45’. Il mare è caldo e piatto. Noto subito che ci sono tantissime meduse bianche con il quale dopo l’esperienza di Monaco non ho un gran feeling.

Il giorno seguente faccio un breve giro in bici per provare il materiale gara e poi una ultima nuotata prima di consegnare la bici in zona cambio, adesso c’è solo da aspettare la sveglia delle 4.00

Driiin… ci siamo! Dopo una notte abbastanza irrequieta mi alzo, colazione,mi affaccio al balcone che domina il mare, è buio ma sento un brutto echeggiare che giunge alle mie orecchie… onde! Preparo le borracce e poi via in transition per sistemare la bici. La temperatura è attorno i 14° poi col sorgere del sole si alzerà fino  a stabilizzarsi attorno ai 25°nel pomeriggio. Cammino verso la spiaggia e purtroppo il mio sospetto prende forma davanti agli occhi, questo dispettoso di Eolo ha deciso che oggi il vento doveva soffiare dal mare e non più da terra. Il Giovedì e Venerdì era piatto come un lago.

Breve riscaldamento e poi si parte,  lotto con le onde che mi spezzano il ritmo bracciata, faccio una fatica boia a spingere. Finito il primo giro, si esce correndo poiché il fondale è basso. Dopo questo dressage in riva al mare mi rituffo in affanno, mi sembra di non avere più le braccia dallo sforzo extra di circa 1’ fra uscita e rientrata in acqua. Per 300/400 non riesco a nuotare ,poi mi rimetto a lottare con le onde.

Finalmente finisce la giostra marina e salgo in bici. I primi 10km sono vento a favore e viaggio sempre a 50kmh, passo subito un paio di atleti poi si svolta a destra e il vento ora è di lato per altri 20km, la velocità subito cala attorno i 40kmh, si svolta ancora a destra e il vento ora è in piena faccia  per 80km e d’aggiunta la strada sale sempre leggermente, adesso il contachilometri segna sempre dai 30/35kmh. Prendo un po’ di gente e rifiato. Dopo il 100mo km mi raggiungono alcuni atleti e si forma un gruppetto di 5/6. Si prosegue fino ad arrivare a quei famosi 10km iniziali con il vento a favore che però adesso sono micidialmente contrari, si lotta a 28/30kmh tenendo forte il manubrio per non volare sull’asfalto dalla forza delle raffiche che piombano all’improvviso. Finalmente T2, la fatica in bici è stata parecchia ma ho cercato di gestirla al meglio. Parto a piedi molto più tranquillo rispetto due anni fa memore dell’implosione negli ultimi 12km. Primo km a 4’05” il secondo a 4’02”poi 4’ e mi attesto sul 3’58”/km. Rimonto gente fino a prendere la terza posizione molto preso. Faccio coppia podistica con l’Ukraino che terminerà secondo, lui aumenta un po’ a metà maratona mentre io rimango sempre sul mio passo. Attorno al 26km incomincia a farmi malissimo il quadricipite della gamba destra. Nonosante la grande idratazione la perdita di sali è notevole e i muscoli te lo fanno capire, dovrò fare più attenzione su questo punto nel futuro. Ho un leggero calo ma arrivo bene all’arrivo ancora con una discreta corsa. Finalmente podio.

Purtroppo le condizioni del mare sono risultate fatali per il raggiungimento della vittoria infatti dallo stesso atleta Ukraino giunto 2° avevo preso solo 46” nel mezzo ironman in Texas  di due settimane fa, qui invece ho preso 5’ solo per colpa della mia poca dimestichezza con le onde. Se fossi uscito con i meno di due logici minuti le cose sarebbero andate completamente in un altro modo, sarei rientrato immediatamente in pochi km senza farmi ¾ della gara da solo… ma questo è il triathlon e con i se e con i ma non si và da nessuna parte.

Questo ironman è stato fondamentale per fare ancora più esperienza e capire dove aggiustare il tiro. Penso di avere capito i punti fondamentali perché tutto vada per il meglio ,soprattutto l’integrazione salina e il ritmo iniziale della corsa che dovrò tenere nel prossimo.

Un primo gradino conquistato e miglioramento del mio tempo di due anni fa.

Un bicchiere mezzo pieno di Champagne… spero presto di riempirlo!

Anche questa pagina è stata scritta, adesso vedrò di dipingerne una ancora più bella.

Un enorme ringraziamento per il supporto e le dimostrazioni di affetto ricevute da tutti voi… GRAZIE, GRAZIE,GRAZIE!

Siete molto importanti. Sapere che c’è tanta gente che tifa per me e mi vuole bene è fondamentale per dare il meglio di me stesso e regalarvi delle belle soddisfazioni.

Massimo

 

26 Oct 2009

70.3 Texas

L' IRONMAN

La gara è andata abbastanza bene, sono soddisfatto della frazione nuoto e bike , meno di quella a piedi ma d’altronde ho sacrificato abbastanza i lavori veloci per  quelli più lenti e lunghi in vista dell’ironman mio vero obiettivo della trasferta Americana.

Ho spinto veramente forte in bici per fare un lavoro di alta qualità e resistenza…. 43kmh di media su di percorso vallonato e ventoso, poi questa esuberanza l’ho pagata a piedi ma già lo sapevo, infatti non avevo le gambe per correre forte soprattutto perché il percorso dell’ultima frazione era particolarmente impegnativo. Se fosse stato piatto e veloce sicuramente avrei corso molto meglio ma comunque non importa anche se speravo almeno di arrivare a podio.

Adesso volerò in Arizona ad allenarmi una decina di giorni per poi trasferirmi in Florida dove mi aspetta l’ironman.

18 Oct 2009

Ionman Florida e programmi

L' IRONMAN

Ci riproviamo, è stato il primo che avevo fatto due anni fa, ora ho un po più di esperienza e km nelle gambe.

L’avvicinamento è avvenuto abbastanza bene, ho fatto dei bei lunghi sia a piedi sia in bici arrivando a fare anche 230km simulando il ritmo da tenere in gara. L’ironman è una brutta bestia che non perdona, se esageri un pò in bici non arrivi più alla fine. Ne ho fatto le spese l’anno scorso dove ho buttato al vento l’ironman Arizona, che avrei vinto facilmente, con un’andatura troppo sostenuta nelle prime 3h ad oltre 42kmh di media. Tendenzialmente la voglia di fare e recuperare il gap del nuoto mi spinge ad esagerare un pò con il ritmo, dovrò rimanere concentrato sopratutto su questo, specie nei primi 120km.

Dopo la sfortunata trasferta Monegasca ho fotto tre triathlon sprint un olimpico in Croazia e un duathlon in MTB per fare un pò di ritmo e sgrezzare un pò i carichi lunghi e lenti. Ho disputato inoltre la medio fondo del Prosecco (70km) da “abusivo” nel senso che non mi sono iscritto perchè poi nel pomeriggio sarei andato a disputare il triathlon sprint di Cittadella. Sono rimasto sempre con primi lungo tutte le innumerevoli brevi salite del tracciato per poi attaccare sull’ultima. Ho affrontato gli ultimi 5km da solo fino a fermarmi all’ultimo km quando avevo ancora una ventina di secondi di vantaggio ma non era il caso di tagliare il traguardo visto che non ero ufficialmente in gara. L’obiettivo era quello di fare quella fatica che in allenamento non riesci a fare.

Martedì partirò destinazione USA. Prima destinazione sarà Austin in Texas dove disputerò il 70.3 Longhorn, da li mi trasferirò a Tucson in Arizona a casa dell’amico e sponsor Bonelli dove mi allenerò assieme a De Gasperi per una decina di giorni per poi volare a Panama City per l’ironman Florida. Dopo l’ironman mi porterò nel sud a Clearwater dove, se l’ironman andrà bene, andrò a vedere la gara dei miei compagni di club Casadei e De Gasperi. Praticamente starò in America un mese, tornato a casa resterò a casa 15 giorni per poi volare in Thailandia per la mia gara preferita a Phuket con il grupoo Triathlontravel.

10 Sep 2009

Resoconto 70.3 Monaco

triathlon

Gara molto sfortunata, tutto è andato storto.

Noi Pro allineati in prima fila a capeggiare un’orda di 1200 atleti, partenza unica. A un solo minuto dalla partenza annunciato dallo speaker, mi si avvicina un uomo dell’organizzazione e mi riferisce che la mia ruota posteriore era bucata in zona cambio, rimango sbigottito. Istantaneamente a quelle parole la spiaggia ghiaiosa diventa sabbie mobili. Mi crolla il mondo addosso perché non c’era più tempo per fare nulla. La determinazione, la certezza di fare bene, il viaggio affrontato mi passano davanti agli occhi e affondano sotto i piedi e penso: ” che parto a fare se poi non posso neanche andare in bici?” . Esco dal raggruppamento, cammino sconsolato e confuso a testa bassa, poi di corsa mi reco da Petra (una responsabile del gruppo Triangle organizzatrice dell’evento) la informo del fatto e la prego di tentare di farmi sostituire la ruota da qualcuno mentre ero in acqua per la frazione natatoria. Lei si attiva subito con il telefonino. Faccio per rimettermi in prima fila e il giudice mi respinge dicendomi che dovevo stare indietro a tutti e partire in coda, gli dico ”ma stai scherzando? Sono un Pro e ho il diritto di partire con gli altri Pro” e lui: ”Non m’interessa devi partire dietro” dopo un feroce battibecco decido volente o nolente di partire davanti qualsiasi cosa continuasse a dirmi, poi non lo bado più e faccio finta di non sentirlo , lui si calma e 5 secondi dopo dà il via. Parto bene prendo subito un buon ritmo tengo i primi a tiro, si forma una frattura tra il primo gruppetto e il mio. Dietro sono sempre io che faccio l’andatura e proprio per questo motivo riparo gli altri dagli imminenti pericoli, schivo una medusa, vedo anche la seconda, viola con i tentacoli lunghissimi, questa non riesco a schivarla e la prendo in pieno sul collo… una scossa incredibile che mi parte dalla nuca fino ai piedi, mi fermo sotto choc, faccio fatica a respirare tanto è stato tremendo il contatto. Dopo circa una decina di secondi riparto stordito con un bruciore incredibile, riprendo a nuotare e riesco ad accodarmi al gruppetto che stavo tirando. Arrivo in T1, mi cambio sempre con l’incubo di non partire in bici se l’organizzazione non fosse riuscita a cambiarmi la ruota…arrivo lì sgranando gli occhi già a 50 m di distanza guardando speranzoso la mia bici, mi fermo e un volontario mi fa: ”Cambiata, cambiata!”. Mi si apre il cuore e parto. Affronto bene la prima salita nonostante i dolori lancinanti che dal collo mi si estendono al cranio e al braccio. In cima ho solamente 1’30” dalla seconda posizione, Zebroek invece è un po’ più avanti. Affronto deciso anche la discesa riprendo e semino il gruppetto dove c’era il britannico Amey partito con il numero 1. In un tratto interlocutorio prima di affrontare la seconda salita il mio gruppetto si infoltisce. Dopo circa tre km salendo a circa 18 kmh mi avvicino ad un atleta e quando gli sono a circa 6 metri mi scanso e lo supero. Qui la tragedia. Da tergo sento un sibilo maligno di un fischietto… una giudice mi affianca e mi sbatte in faccia il cartellino nero… la guardo sbigottito, incredulo e penso: ”Cosa? A me? “ gli dico: “Ma stai scherzando? Per quale motivo?”. Questo killer zebrato si gira, ripone il cartellino fumante nel fodero e fiera dell’omicidio sportivo appena fatto se ne và a cavallo della moto. “Nooo… ci mancava anche questa, e adesso? 4’ fermo… la gara ormai è definitivamente finita”. Se c’è una cosa che odio è proprio la scia, non esiste nel mio vocabolario dell’onesto triatleta, che lotto sempre con quelli che cercano di sfruttarmela di continuo. L’ironia di questa storia è che avevo proprio un altro triatleta a non più di due metri di distanza dalla mia ruota posteriore ma a lui non è stata inflitta nessuna sanzione. Con quel gesto scellerato tutte le ambizioni vanno in fumo. Questo fatto mi svuota le gambe e rallento, dopo circa un altro km di salita trovo la penalty tent, decido di scontare subito questa fantascientifica penalità. Dopo poco arriva anche Amey anche lui punito. 4’ sono veramente lunghi e con lui scambio quattro chiacchiere. Ne approfitto poi per capire l’entità del danno causato dalla medusa. Mi tocco il collo, è mostruosamente gonfio tanto da fare tutt’uno con la faccia, respiro anche a fatica. Riparto, anche se tutto è andato in fumo, tengo un buon ritmo fino alla zona cambio, faccio la transizione con calma e parto a piedi. All’inizio imposto un ritmo tranquillo, ormai ero veramente indietro sia nel tempo sia come posizione, volevo solo finire la gara perché era giusto finirla e fare un buon allenamento ma dopo circa un paio di km decido di impegnarmi a fondo.

Recupero posizioni senza sapere minimamente in quale io mi trovassi nel turbinio dei doppiaggi nei 4 giri e mezzo. Il passo è ottimo e costante. E’ la prima volta dell’anno che riesco a correre bene come ero abituato a fare prima dell’infortunio. Riprendo poi a 500 m dalla fine il belga in 8va posizione, si accorge del mio arrivo e affrontiamo l’ultima scalata al casinò spalla a spalla zigzagando fra i doppiati per poi scatenarci in uno sprint dove però ne ho la peggio.

Finita, la gara sono andato direttamente nella tenda medica post gara per le medicazioni . Appena mi vedono rimangono impressionati dalle dimensioni del collo e dalle cicatrici causate dal contatto con la medusa.

Mi domandano come avessi fatto a fare una gara del genere in quelle condizioni. Poi mi riferiscono che quel genere di medusa (violacea) è estremamente pericolosa e tossica per l’uomo, anche letale.

Sono rimasto deluso del risultato ma solo perché non ho potuto dare il meglio, ero andato lì per vincere, è la gara cui tengo di più di tutta la stagione assieme a Phuket. Mi sono sentito come un leone incatenato.

Peccato davvero , archiviamo e pensiamo alla prossima